Lavoro. Vertenza CMC, si apre spiraglio: martedì 12 febbraio Musumeci a Roma

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PALERMO – Piccolo “spiraglio” nella vertenza delle cento imprese siciliane creditrici della CMCdi Ravenna (cooperativa muratori e cementisti) e dei 2.500 dipendenti senza stipendio ne’ tutele. Al termine della manifestazione di protesta di questa mattina a Catania, davanti alla sede di rappresentanza della Regione Siciliana, l’assessore alla Salute Ruggero Razza ha ricevuto una delegazione annunciando che “il governatore Nello Musumeci – si legge in una nota – sara’ domani a Roma, al ministero delle Infrastrutture, dove spera di essere ricevuto anche dal ministro Danilo Toninelli, mentre a Palermo l’assessore alle Infrastrutture, Marco Falcone, ricevera’ le imprese”. “Il governo regionale – riferisce il Comitato creditori CMC – conferma di avere individuato delle risorse con cui pagare crediti delle imprese affidatarie della CMC, ma per utilizzarle occorre una norma nazionale che ne autorizzi la variazione d’uso. Il governo regionale sostiene che, cosi’ come accade a noi imprenditori, gia’ da un mese chiede di essere ricevuto dall’esecutivo nazionale per affrontare questa emergenza, senza avere pero’ ricevuto ancora una risposta. Bisogna chiarire una volta per tutte – conclude il Comitato – al governo nazionale cosi’ come al deputato nazionale del M5s, Adriano Varrica, che ne ha sottolineato l’impegno, che una cosa sono i 185 dipendenti diretti della CMC, ai quali l’intervento statale ha garantito tutto, dagli stipendi alla cassa integrazione fino a tutte le altre tutele, altra cosa invece sono i 2.500 dipendenti delle imprese creditrici che hanno realizzato i lavori senza ricevere soldi per 20 mesi e dei quali nessuno finora si e’ occupato”. La nota poi prosegue: “Queste maestranze, che non sono di serie B, sono rimaste senza reddito e senza alcuna tutela. E’ inutile nascondersi dietro a un dito, se a questa gente disperata non viene pagato quanto spetta per il pregresso non gli si puo’ chiedere di tornare al lavoro. Quindi il governo nazionale riceva la Regione e faccia qualcosa anche per noi, perche’ e’ interesse di tutti che i cantieri ripartano e che la Sicilia possa finalmente contare su queste infrastrutture strategiche per il proprio sviluppo”.