Ferrara, a processo il “Re” delle truffe online: un sancataldese a giudizio, 30 capi di imputazione

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Su Internet, un blog ne parla già dal 2008. Ma ci sono anche i forum specializzati per le segnalazioni negli anni successivi. E non sono belle parole, perché il nome di Calogero Marcenò, 29enne di San Cataldo in provincia di Caltanissetta, residente oggi in provincia di Ferrara, è associato alle truffe online. C’è anche un video su YouTube, del 2014, in cui vengono mostrati il suo codice fiscale, il numero di carta d’identità, il numero della carta Postepay e l’iban bancario che usa per farsi pagare oggetti – telefoni, tablet e console da gioco – mai spediti. A Ferrara è a processo per truffe online compiute tra il 2016 e il 2017 tramite la consueta pubblicazione di annunci sui soliti canali dedicati alla vendita tra privati, soprattutto di cose usate (Subito.it, Kijiji, eBay, ecc ecc).

Decine i capi d’imputazione, trentatré, per circa 10mila euro incassati senza aver mai consegnato nulla (ovviamente secondo la versione della procura), frutto della riunione di più procedimenti davanti al giudice Alessandra Martinelli. Ma il tribunale estense ha anche altri fascicoli che lo riguardano, uno dei quali già arrivato alla fase dibattimentale, ancora per altre truffe.

In tutto, nella sua storia giudiziaria, sembra che Marcenò  – che oggi sembra aver finalmente cambiato vita ed è affidato in prova ai servizi sociali dopo le prime condanne – abbia portato le procure di mezza ad aprire circa 200 fascicoli a suo carico. Oggi a Ferrara, ieri a Caltanissetta, ma si spazia anche da Milano fino a Avellino. E domani, forse, Novara. Perché per le sue truffe sono fioccate denunce da tutte le province d’Italia e una di queste – la più grossa economicamente, circa 800 euro nel complesso, e dunque la più grave – potrebbe sradicare il processo da Ferrara e portarlo davanti al giudice piemontese.

Questa è la richiesta della difesa – avvocato Salvatore Mirabile, sostituito lunedì mattina in udienza da Rina Zotti – che ha presentato una memoria che contiene un’eccezione d’incompetenza territoriale, ma che deve essere vagliata in profondità. Il problema è capire dove Marcenò ha incassato il vaglia postale col quale ha ricevuto il pagamento per l’ennesimo acquisto: servirà un vaglio giurisprudenziale, oltre che un approfondimento sulle carte d’indagine, la difesa sostiene che la competenza spetti comunque alla sede in cui è avvenuto il pagamento.

La decisione dovrebbe arrivare nella prossima udienza, fissata per il 5 maggio. Intanto oggi (martedì), ci sarà un’altra udienza per un’altra truffa, anche quella da riunire in altri procedimenti già in corso. (di Daniele Oppo, fonte estense.com)

 

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