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Arrestato Vincenzo Basso editore 100NOVE: bancarotta fraudolenta, falso in bilancio e frode fiscale

Redazione

Arrestato Vincenzo Basso editore 100NOVE: bancarotta fraudolenta, falso in bilancio e frode fiscale

Lun, 30/10/2017 - 12:22

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MESSINA – I finanzieri del Comando provinciale di Messina hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare che prevede la misura degli arresti domiciliari per una persona e l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria per altre tre, resesi responsabili dei reati di bancarotta fraudolenta, falso in bilancio e frode fiscale. Disposto, inoltre, il sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente dei conti correnti, dei beni aziendali, delle quote di capitale e delle azioni intestate all’ultima delle societa’ creata dagli indagati.
Il provvedimento e’ stato emesso dal gip del Tribunale di Messina, Tiziana Leanza.
Le indagini hanno permesso di accertare che gli indagati, tutti soci, amministratori e dipendenti di 8 societa’ operanti nel settore dell’editoria e create nell’ultimo decennio, si sarebbero resi autori di ripetute irregolarita’ nella redazione dei bilanci al fine di occultarne lo stato di crisi, simulando, in tal modo, una solidita’ patrimoniale inesistente che avrebbe loro consentito di beneficiare di ulteriori finanziamenti che poi non venivano saldati.
Il collaudato modus operandi, elaborato e gestito da Vincenzo Basso, consisteva nel creare societa’ ad hoc, che venivano gravate di oneri connessi alla titolarita’ di importanti testate giornalistiche edite nella provincia di Messina, indebitate con l’Erario e con gli istituti previdenziali e successivamente messe in liquidazione con il contestuale spostamento della gestione della testata ad altre imprese momentaneamente in bonis.

Basso ha fondato il settimanale Centonove poi portato anche sul web.

Altro elemento rilevato nel corso delle indagini riguarda il ricorso alla forma delle societa’ cooperative per tutte le imprese gestite dagli indagati, funzionale a garantire il godimento di rilevanti agevolazioni fiscali previste per tale forma societaria. Attorno a tali societa’ ruotava l’apparato, secondo gli investigatori, “creato e gestito sotto la regia di Basso, con l’ausilio di una serie di persone a lui fiduciariamente collegate nell’ambito delle compagini sociali delle citate cooperative, che, tra l’altro, condividevano tutte la stessa sede o comunque i luoghi ove si svolgevano le principali attivita'”. Sistematica era, infine, la ripetizione delle operazioni economiche poste in essere per trasferire verso le nuove societa’, di volta in volta costituite, la parte piu’ rilevante del patrimonio aziendale. (Fonte Agi)

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