MUSSOMELI – L’idea è tanto semplice quanto rivoluzionaria ed etica nei suoi contenuti (specie dalle nostre parti): consentire ai giovani con disabilità di inserirsi nel mondo del lavoro e non, come spesso avviene, restare confinati a vita nell’ambito dell’assistenzialismo familiare e sanitario. Già messa in pratica con successo in altri contesti (ricordiamo un albergo romano dove giovani affetti dalla sindrome di Down prestano lavorano in vari settori), dal prossimo 22 al 27 maggio, la meritoria iniziativa sarà messa in atto anche da noi. Protagonisti saranno 7 “ragazzi” di Casa Rosetta di Mussomeli ed altrettanti esercizi del centro commerciale “La Fornace” di Cammarata che hanno dato la propria disponibilità: i negozi marchi Benetton, Papino, Geox, Oviesse e Bata, a cui vanno aggiunti il bar ed il supermercato a servizio del centro commerciale ubicato lungo la Ss 189 Palermo-Agrigento. Il tutto è stato reso possibile grazie alla totale disponibilità ed entusiasmo del direttore commerciale Luca La Mendola che ha accolto di buon grado e già sottoscritto una convenzione con Casa Rosetta, nell’ambito di un protocollo di intesa elaborato dal direttore
sanitario Daniela Burgio, da Angela Renda psicologa e da Giacinta Marchione assistente sociale. I destinatari di questo progetto pilota che si confida possa preludere a ben altri sviluppi, sono dei giovani affetti da ritardo mentale e da disabilità fisica. Sei giorni lavorativi quindi per consentire ai giovani di acquisire un’esperienza lavorativa che, per cinque ore al giorno, li metterà in contatto con una vasta clientela nell’ambito di tale progetto sperimentale. I giovani saranno accompagnati presso il centro commerciale da un operatore di Casa Rosetta che avrà il compito di monitorare e supervisionare il loro lavoro. L’obiettivo ovviamente è quello di inserire questi giovani nei processi di integrazione lavorativa, consentendo loro un graduale inserimento ed al contempo diffondere la cultura dell’integrazione dei soggetti disabili anche in ambiti lavorativi. E va da sé che se come si confida il progetto andrà a buon fine, i giovani che già scalpitano in attesa di cominciare a mettersi alla prova, potenzieranno la propria autostima, acquisiranno capacità di lavorare in gruppo e rafforzeranno la propria autonomia. Per altro appena lo scorso dicembre, sempre presso “La Fornace”, i giovani di Casa Rosetta celebrarono la Giornata Internazionale della Disabilità. A dare la propria benedizione fisica in questo primo progetto pilota non potrà esserci padre Vincenzo Sorce, fondatore e padre di tale benefica realtà che
da oltre trent’anni opera in Sicilia ed anche oltreoceano (e in Africa). Infatti padre Sorce si trova attualmente in Brasile presso altri centri aperti laggiù, ma anche da lì non mancherà di fare sentire il proprio affetto verso i suoi ragazzi. Quello di Mussomeli fu il secondo centro aperto dopo quello nisseno, ed è ospitato presso locali comunali adiacenti la chiesa di Santa Maria del Gesù, l’immobile, un ex convento, dal 1986 è utilizzato in comodato d’uso appunto da Casa Rosetta. Padre Sorce già anni addietro aveva comunque proposto alla precedente amministrazione comunale, di formalizzare un atto di donazione o una cessione per 99 anni, così da poter intervenire per ristrutturare gli ambienti vetusti ed adeguarli alla bisogna dei tanti soggetti diversamente abili o sofferenti di varie patologie, che giornalmente frequentato la struttura. Nell’immobile infatti dotato di laboratori e mensa, è ospitato un Centro diurno e una Casa di accoglienza, ed al pianterreno anche vari ambulatori a servizio di chi abbisogna di terapie riabilitative. (di Roberto Mistretta)
Mussoneli, Giovani di Casa Rosetta al lavoro dal 22 al 29 maggio in 7 negozi del Centro commerciale “La Fornace”.
Sab, 13/05/2017 - 07:49
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