Salute

Custodia cautelare in carcere per 5 persone: avevano messo su piantagione di marijuana a Mazzarino

Redazione

Custodia cautelare in carcere per 5 persone: avevano messo su piantagione di marijuana a Mazzarino

Sab, 13/05/2017 - 17:33

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GELA – Oggi la polizia di stato ha eseguito 5 ordinanze di custodia cautelare in carcere, emesse dal G.i.p. del tribunale di Gela, Lirio Conti, in riferimento al blitz dello scorso 22 aprile che permise di scoprire una piantagione di marijuana, nascosta tra i filari di una vigna, in un terreno di contrada Brigadieci a Mazzarino. Il provvedimento giudiziario è a carico del palmese Salvatore Celona, 71 anni, dei palermitani Alessandro Lucera di 41 e Davide Cardinale di 32, degli egiziani Mohamed Ahmed Gamal Bakr di 28 anni e Mahmoud Mohamed Hesham Metawaa di 18 anni, tutti domiciliati a Mazzarino. Celona dovrà anche rispondere di detenzione di un’arma clandestina e furto di energia elettrica.

Nella vigna erano presenti oltre 10 mila piante di marijuana. Sul posto era stata realizzata anche una serra, che completava il ciclo produttivo: dal semenzaio, alle varie fasi della crescita delle piante fino al prodotto essiccato e finito. Nel corso dell’operazione sono stati inoltre sequestrati 465 grammi di marijuana del tipo “super skunk”, di ottima qualità, già pronta per lo spaccio.

Sequestrato tutto l’occorrente per installare una serra all’interno dell’abitazione, molto verosimilmente per la coltivazione invernale della marijuana, essendo state rinvenute 10 lampade da 600w e 10 trasformatori di corrente. All’interno di una credenza, inoltre, furono rinvenute 4 bilance elettroniche di diversa pesatura; 03 rotoli in cellophane trasparente per realizzare confezioni sottovuoto; 02 macchine per sottovuoto; una confezione vuota per un seme maschio marca “sensi seeds”; un sacchetto in cellophane trasparente contenente 10 provette vuote che contenevano 100 semi ognuna; una ricevuta priva di intestazione con scritto a mano “1000 super skunk € 3500”.

Inoltre nell’annesso magazzino dal quale si accedeva esternamente, furono rinvenuti 2 umidificatori, 10 portalampade in alluminio, 1 bidone di fertilizzante vuoto da 5 litri per la fioritura, ed un bidone di fertilizzante da 10 litri parzialmente consumato, per la crescita, e 1 ventola di grandi dimensioni ed una seconda ventola più piccola.
All’esterno dell’abitazione: un filare di 40 piante di marijuana, alte circa 30 centimetri, nonché una serra adibita a semenzaio contenente 90 vaschette da 104 vasetti ci cui la metà circa già germogliata con piantine da 2 centimetri circa e la restante parte con i semi, sviluppando in totale 9360 vasetti già impiantati.
Nelle adiacenze al capannone, rinvenuti dei filari di piante di sostanza stupefacente del tipo marijuana, piantumata tra un filare di vite ed il successivo, per un totale di 45 filari di piante di marijuana per un numero di 80 piante per ciascuna fila sviluppando un totale di 3600 piante della sostanza anzidetta; 1040 piante invasate nei contenitori di polistirolo, destinate anch’esse alla successiva messa a dimora.
All’interno del capannone fu trovato un marsupio di colore nero che, a seguito di controllo, risultava contenere una pistola con matricola abrasa marca beretta calibro 7,65 di colore nero, completa di caricatore contenente 5 cartucce, e altre 6 cartucce inesplose. Celona ha poi dichiarato di essere il proprietario dell’arma da fuoco.

Infine, nel corso della perquisizione di quel capannone, il personale operante notò un cavo elettrico intrecciato che partiva dall’interno del capannone e raggiungeva la casa rurale; in relazione al fatto che la distanza coperta dal cavo era di diverse centinaia di metri, il personale operante, giovandosi dell’ausilio di personale enel, riscontrò un allaccio abusivo di energia elettrica.

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