PALERMO – Alcuni cartelli (nella foto) con un messaggio rivolto agli autotrasportatori dell’associazione della Cna sono stati trovati all’ingresso di un consorzio della Fita a Campobello di Licata: si consiglia “di non fare uscire i mezzi nel giorno della rivoluzione”, altrimenti “vi pesteremo a sangue fino a farvi morire”. Il cartello si chiude con un appello alla “rivoluzione che farà libera la Sicilia-attaccheremo lo Stato”. Un’intimidazione che ha portato il ministro per la Pubblica amministrazione e la semplificazione, Gianpiero D’Alia a chiedere al ministro dell’Interno Angelino Alfano di intervenire “prima che la situazione diventi fuori controllo per individuare e punire duramente quanti pensano di trasformare una manifestazione di autotrasportatori in un’azione di sabotaggio dello Stato e di recrudescenza mafiosa”.
I questori hanno notificato ai rappresentanti del movimento dei Forconi il divieto assoluto di tenere qualsiasi forma di protesta dalle 22 di domani alle 24 del 13 dicembre. Ieri, peraltro, l’Aias aveva revocato il fermo. “Il solo preannuncio dell’iniziativa di protesta – sottolinea la questura di Siracusa – già ha suscitato in larga parte della popolazione e delle categorie produttive della provincia una generalizzata preoccupazione. Pertanto, chiunque contravverrà al divieto, creando disagi ed intralci, ostruendo in qualunque modo l’accesso ai caselli autostradali e in qualunque altro luogo di libero transito, sarà ritenuto penalmente e civilmente responsabile anche dei danni arrecati”. Verranno quindi istituiti specifici servizi di osservazione.
Dunque i Forconi non mollano, ma frenano. Almeno “per il momento”. Complice il divieto assoluto di assembramenti nei punti nevralgici della rete stradale, gli irriducibili della protesta in Sicilia, per ora accantonano i blocchi. A dirlo il leader Mariano Ferro in vista delle iniziative previste dalle ore 22 di domani alle 24 del 13 dicembre: “Piu’ che di blocchi, parlerei di presidi di solidarieta’. Faremo volantinaggi, poi non so cosa accadra’. Dipendera’ dal clima e dagli animi che sono molto tesi, ve lo assicuro”. Erano pronti i blocchi nella statale Caltanissetta-Gela, nei caselli autostradali di Tremestieri e San Gregorio, nella rotatoria di Agrigento, nel ponte di via Ernesto Basile a Palermo. “Cambieremo luoghi – dice Ferro – abbiamo raggiunto una mediazione. Di certo non faremo manifestazioni finte come la Cgil. Partiamo cosi’, poi si vedra’, non dipende solo da me, ma dalla rabbia della gente”.

