CALTANISSETTA – “Non abbiamo più bisogno di essere presi in giro, non servono politici di professione che vengono a Caltanissetta per ‘pascolarla’, alcuni di loro non sono neanche degni di viverci in questa città. Caltanissetta merita rispetto, con me o senza di me, votate chi volete ma che siano nisseni nell’anima. Caltanissetta non è bella, è bellissima”. Queste le parole conclusive di Michele Giarratana, candidato a sindaco per “Caltanissetta Protagonista” nella convention di presentazione che si è tenuta domenica mattina al teatro Bauffremont. L’ex assessore della giunta Campisi non ha lesinato bordate feroci all’attuale amministrazione ed ai politici regionali nisseni che ha definito “deputatini”.
Andiamo con ordine. La manifestazione ha avuto avvio alle 11:20. Sullo schermo commoventi e datate foto in bianco nero (del fotografo Leonardi) di una Caltanissetta che non esiste più, con immagini di vecchi mercati rionali, del cinema Smeraldo, del liceo classico in costruzione, de i locali della “Lambretta”; istantanee struggenti, accompagnate dalle note di Love Theme di Ennio Morricone ovverosia la colonna sonora di Nuovo Cinema Paradiso. La prima a salire sul palco è stata Antonella Catanese, apprezzata cantante jazz, che ha coordinato gli interventi. L’apertura è toccata a Michelangelo LoVetere, consigliere comunale, presidente di Caltanissetta Protagonista che evidentemente emozionato ha voluto ringraziare tutti i componenti dell’associazione, quanti hanno reso possibile questo progetto e Giarratana. Poi è stata la volta del siracusano Nicola Bono, politico di lungo corso, 8 anni Deputato all’Assemblea Regionale Siciliana, 14 anni Deputato Nazionale, ex presidente della Provincia di Siracusa: “Sono qui per sostenere un amico al quale sono legato da oltre 25 anni. La sua prima dote è la lealtà, basta alla politica del particolare in danno del generale. A Caltanissetta la campagna elettorale è cominciata presto perché molte sono le cose da fare, verrò spesso perché sostengo a spada tratta l’amico Michele”. Momento musicale dedicato all’inno di “Caltanissetta Protagonista”, parole di Michele Giarratana e musiche del talentuoso Corrado Sillitti che ha cantato l’inno insieme ad altre due apprezzabili “ugole”: Gaetano Di Tavi, e Viviana Sancinito.
Alle 12:00 è il momento atteso dai moltissimi presenti al Bauffremont, microfono nelle mani di Michele Giarratana: quarantaquattro minuti di fuoco, di tutto per…tutti.
“Oggi è un giorno importante, si compie un progetto che risale ad anni addietro. Non sono un uomo solo al comando, siete voi che mi date forza. Abbiamo un progetto chiaro e senza condizioni. Oggi ci rimettiamo tutti in gioco. Il primo approdo, la mia è la prima candidatura. Non è più tempo d’imbonitori. Vediamo chi ha qualità e progetti, confrontiamoci, sul piano del merito e della qualità”. Prosegue nella sua introduzione: “Vediamo a passeggio per la nostra città personaggi che l’hanno distrutta, non possiamo delegare a loro il nostro futuro. Siamo una città antica, il nostro cuore è profondo. Ritroviamo il nostro orgoglio. I politici non ascoltano più. I giovani non ascoltano questa politica, sono stanchi, stufi di chiacchiere e sermoni”. Un concetto semplice per illustrare al meglio il progetto politico: “Io non sono per l’assistenzialismo, se volete quello, non votatemi. Niente più pesce, dobbiamo lavorare per dare a questa città la canna da pesca. Assistenzialismo fa rima con clientelismo. Altrimenti la gente rimarrà schiava del politico di turno”.
Iniziano gli affondi dialettici e gli esempi di cattiva amministrazione dell’attuale sindaco.
“Non è stata salvata la Nissa, che è più di una squadra di calcio: era un simbolo. Rivendico il mio essere stato ultrà, riportiamo in auge il Palmintelli. Altro simbolo è la settimana santa, necessario costituire una fondazione con protagonista chi di questa manifestazione religiosa è artefice. Ridiamo valore al teatro Margherita che adesso è stato trasformato in una sala parrocchiale da Michele Campisi. Serve anche per il teatro una fondazione ed il ricorso al co-marketing. Questo teatro è stato riportato in vita dall’ex sindaco Peppino Mancuso, che ringrazio per la sua presenza oggi: per quel teatro abbiamo dato l’anima. In quell’amministrazione, che ancora dopo 20 anni i nisseni ricordano come straordinaria, nell’estate del 1994 si sono organizzate novanta serate estive di qualità con 43 milioni di lire. Gli eventi servono alla città e nel mio programma ne prevedo uno al mese da intendere come investimento”.
Questione sicurezza ed extra-comunitari. “In piazza Garibaldi la sera combattimenti dei cani, nigeriani che giocano a pallone, assenza totale di controllo del territorio. Dobbiamo riappropriarci del nostro centro storico. Siamo invasi dagli extracomunitari. Facciamo chiarezza per evitare fraintendimenti; chi lavora in città, chi si è integrato, è cittadino a tutti gli effetti e merita ogni forma di tutela, mi riferisco ad esempio all’operosa comunità rumena, altro è invece il centro di Prima accoglienza. Sindaco Campisi se non hai il coraggio di farti valere dinanzi al prefetto, alle autorità di polizia, se permetti che ci tolgano una struttura sportiva, hanno fatto il prelievo coatto di Pian Del Lago 2, tu commetti un’omissione”. Applausi scroscianti del pubblico.
Cifre e dati. “Il piano per la mobilità non esiste. Io ed alcuni consiglieri volevamo lo svincolo Anghillà come opera di compensazione ed invece non si è fatto. Campisi, insieme ai deputatini regionali, stanno depotenziando il S.Elia, trasformandolo in un grande ambulatorio. La zootecnia a Caltanissetta è morta, il frigo macello costato 40 miliardi di lire chiuso e vandalizzato. Un regalo della legalità. La discarica di contrada Stretto, chiusa, non si sa perché dal 2003: alla comunità il trasporto dei rifiuti a Motta S. Anastasia, sino ad oggi, è costato 52 milioni di euro”.
Giarratana sguaina la sciabola dialettica e assesta fendenti dolorosi: “Caro sindaco Campisi quando ero tuo assessore mi hai boicottato. Ci hai inchiodato all’ultimo posto di tutte le graduatorie e resi ridicoli a livello, quasi, mondiale. Hai accolto un rappresentante che si chiamava Sultan come un’autorità, peraltro sappi che negli emirati ci sono gli Emiri che comandano, non i sultani. Per una gaffe di questa ti saresti dovuto dimettere per manifesta incapacità. Tu, insieme ai deputatini regionali, vi siete fatti fregare da Crocetta con l’abolizione delle province ed i consorzi da 150 mila abitanti. Il governatore vuole curare il suo orticello.A Cancelleri ho cercato di spiegarlo ma non l’ha capito, invece Miccihè ha votato favorevole per malafede per tenere vivi i suoi giochi politici. Siamo persi. L’incapacità di questo trio è disastrosa ed ora possono dire quello che vogliono la realtà è sotto gli occhi di tutti”
Il finale è dedicato alla riscossa: “Non piangiamoci addosso. Stringiamo intorno a CALTANISSETTA. Orgogliosi di essere nisseni. Rappresentiamo la storia, riorganizziamo il comune che non è soltanto un organo politico: 600 dipendenti, 62 mila clienti ed un bilancio di 92 milioni di euro. Creiamo un modello aziendale vero. Non fatevi abbindolare da chi promette e non hai mai dato nulla. Aiutiamoci noi, dobbiamo credere nel nostro progetto”

