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Centro immigrati a Mussomeli, Calà al prefetto: “Bloccate tutto, la struttura è inagibile”

Redazione

Centro immigrati a Mussomeli, Calà al prefetto: “Bloccate tutto, la struttura è inagibile”

Sab, 07/12/2013 - 09:01

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Alla notizia sull’apertura di un centro per l’accoglienza dei profughi e dei richiedenti asilo, il sindaco Calà risponde più con le parole fredde e asettiche della burocrazia che con quelle dell’etica e della sociologia. “Mi dicono che gli immigrati verranno ospitati nell’ex molino dell’Annivina: ciò è impossibile perché la struttura, su stessa ammissione della proprietaria, non ha alcun requisito, anzi è stato dichiarato inagibile, tranne per la parte in cui è ospitato il Centro per l’impiego”. Le parole di Calà raffreddano gli animi più preoccupati; rassicurano chi vede nell’arrivo degli immigrati una minaccia dello status quo, un pericolo per la serenità e la sicurezza del paese. Per inciso la maggioranza. A leggere i commenti su internet, coloro che intravedono nell’accoglienza invece un’opportunità per la città sono pochi, pochissimi. Ma Calà taglia la testa al toro e chiude a priori la possibilità ad ogni dibattito. Ammette di avere poche informazioni in suo possesso sull’apertura di un Centro Sprar (Sistema di protezione per i richiedenti asilo e rifugiati) e per questo si mostra risentito con la Prefettura tanto da avere scritto una lettera al prefetto Carmine Valente. “Ho scritto al prefetto che è una persona verso cui nutro profonda stima, per chiedere notizie più certe su quello che per il momento rimane confinato come vox populi. Attendo delle indicazioni, perché se è vero che l’immobile indicato è quello dell’Annivina è compito mio informare che si tratta di una struttura inagibile, inidonea sotto ogni punto di vista. E poi credo che prima di prendere una decisione di questo genere, bisognerebbe coinvolgere l’Amministrazione, sentire la popolazione ed informarla. Temi di questo genere vanno affrontati e decisi con i cittadini, non è possibile dall’oggi al domani, senza alcun coinvolgimento, inviare degli immigrati in una struttura tra l’altro inidonea ad accoglierli”.

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