CALTANISSETTA – E’ di questi giorni appena trascorsi la notizia, divulgata da un’emittente televisiva locale, secondo cui il Comune di Caltanissetta ha approvato con apposita delibera di giunta una concessione di contributo all’Associazione Football Club Nissa S.S.D. a.r.l. per cifra pari a 10.000,00 euro, al fine di scongiurare il rischio della radiazione dai ruoli federali della società.
Una cospicua parte della somma in questione è stata pignorata da un impresa cittadina difesa dall’Avv. Italo Attardo.
L’imprenditore titolare della ditta in questione, attraverso il presente comunicato, intende fare luce sulle motivazioni che, suo malgrado, lo hanno spinto ad iniziare la procedura esecutiva, anche al fine di sgomberare l’aria delle numerose ed infondate maldicenze che si stanno divulgando in questi giorni tra coloro i quali non conoscono come sono andati realmente i fatti.
Il debito che la Nissa Calcio ha assunto nei confronti del predetto imprenditore nasce da una fornitura di merce per svariate migliaia di euro effettuata nel 2011.
Con molteplici lettere inviate a mezzo raccomandata e a mezzo posta elettronica certificata era stato sollecitato il pagamento, ma, invano in quanto non è mai stata data alcuna risposta alle stesse.
L’imprenditore interessato al recupero del suo credito ha, con delicatezza e buona educazione, “bussato alle porte” delle dirigenze che frattanto si andavano alternando per effetto della cessione delle quote societarie relative alla squadra.
L’imprenditore testualmente dichiara: “Tanto chi aveva ceduto le quote societarie, quanto chi le aveva acquistate non era mai pronto a chiarire a chi realmente spettasse pagare il debito, giocando una volta a nascondino e un’ altra a scarica barile, così costringendomi ad agire in solido verso i cedenti ed i cessionari a mezzo del mio avvocato.
Nessuna delle persone da me interpellate nell’arco di quasi due anni si è mai posta il problema di ciò che mi spettava per il lavoro svolto tenuto conto che su quelle fatture emesse ho anche già versato l’imposta sul valore aggiunto, nonostante non le ho mai incassate.
Voglio significare ai giocatori e ai tifosi che il mio agire in giudizio non è dipeso né da brama di denaro, né dal capriccio di volere recuperare il credito a danno della squadra, ma dalla necessità di far fronte ai costi della mia azienda.
Non nego che dopo le inutili attese mi è sembrato giusto agire al fine di smascherare una volta per tutte, coloro i quali non hanno agito con trasparenza non garantendo neppure a voi giocatori ciò che era vostro per contratto, diritto e per i lodevoli sforzi e sacrifici che avete compiuto nonostante tutto.
Nell’augurarvi che riusciate anche voi a comprendere a chi appartengono i volti ed i nomi delle persone che hanno causato questa situazione di disagio, della quale non sono assolutamente responsabile”.

