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Giovanni Ruvolo: “23 Maggio il giorno della memoria, non possiamo stare dietro il paravento”

Redazione

Giovanni Ruvolo: “23 Maggio il giorno della memoria, non possiamo stare dietro il paravento”

Gio, 23/05/2013 - 10:23

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CALTANISSETTA – Il 23 di maggio é il giorno della memoria, per ricordare le figure di Giovani Falcone,  Francesca Morvillo, Paolo Borsellino e gli agenti di scorta, morti nell’esercizio del proprio dovere. È divenuto da 21 anni  un rito collettivo per non dimenticare, e per proporre alle giovani generazioni personalità capaci di testimoniare valori alti e nobili, come la responsabilità,  la libertà,  la solidarietà ed il rispetto delle regole e della dignità della persona. Tentiamo, dunque, di aggrapparci agli Eroi del nostro tempo, morti per aver contrastato la prepotenza e l’aridità della mafia, per trovare un po’ di pace nella nostra coscienza.  Così,  allo stesso modo celebreremo la beatificazione di sabato prossimo di don Pino Puglisi, un sacerdote elevato al ruolo di Eroe, per non aver voluto abbassare la testa alla mafia nel quartiere Brancaccio di Palermo, anche lui punito perché credeva che in quel quartiere fosse possibile vivere dignitosamente. Sono personalmente grato per il loro sacrificio, ma la mia coscienza si ribella di fronte al fatto che molto spesso gli Eroi, in Italia, ed in Sicilia in particolare, siano persone morte per aver contrastato, da soli, il fenomeno mafioso. Per questo sento il dovere, essendo coinvolto insieme ad altri a tracciare strade e pensieri nuovi,  di interrogarmi su quale sia il modo giusto per aggregarmi al numero di persone serie ed oneste che numerose vivono nella mia città,  impegnate nei propri ruoli e responsabilità a testimoniare gli stessi valori per i quali sono morti gli Eroi. Mi chiedo come fare ad intercettarci in una chiamata alla co-responsabilità, per donare a questa città una felicità che può derivare solo dal riconoscimento reciproco e da un protagonismo condiviso. Credo che questo sia un tempo di straordinaria gravità,  che richiede una risposta altrettanto straordinaria, forte e corale, da parte di singole individualità virtuose che devono schierarsi, per essere quella locomotiva che traini verso orizzonti moralmente luminosi; non é più possibile stare dietro il paravento di ruoli e responsabilità.  I nostri Eroi ci chiedono di fare di più rispetto all’ ordinario. C’é un assoluto bisogno di generare un pensiero forte, maturato nel dialogo e nel rispetto reciproco, contrastando l’azione individuale, che come abbiamo visto, anche se condotta in buona fede, non produce cambiamenti consistenti, se non quello di rischiare di essere annoverato nell’ albo degli Eroi. Nella mia città, secondo, me, é maturo questo tempo, ma ci vuole coraggio nell’ andare oltre se stessi. Dobbiamo però riuscirci, perché la nostra generazione possa regalare a quelle più giovani una città in cui crescere nella bellezza, nell'”3eleganza e nel rispetto reciproco, affinché nel prossimo futuro la nostra terra non generi più eroi da commemorare.

Giovanni Ruvolo

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