Salute

Meloni, dopo 80 anni Vergarolla è crimine impunito ‘Italia onora connazionali uccisi’. Commemorazione a Pola e Trieste, morirono 100 persone

Redazione

Meloni, dopo 80 anni Vergarolla è crimine impunito ‘Italia onora connazionali uccisi’. Commemorazione a Pola e Trieste, morirono 100 persone

Mar, 18/08/2026 - 20:20

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Della strage della spiaggia di Vergarolla a Pola, oggi Croazia, in cui morirono un centinaio di italiani, tra cui tantissimi bambini accorsi per una manifestazione sportiva, e altri 200 rimasero feriti, non furono mai individuati i responsabili né i mandanti. Non lo sono nemmeno oggi, a distanza di 80 anni dal 18 Agosto 1946. Ma da quel massacro scaturì l’esodo: a 300/350 mila italiani di Istria fu chiaro che nella Yugoslavia titina non si poteva più vivere, e si imbarcarono da Pola su un piroscafo che li portò in salvo a Trieste. Oggi la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha ricordato l’evento come la “più grave e sanguinosa strage nella storia dell’Italia repubblicana. Una carneficina caduta nell’oblio per decenni restituita alla memoria collettiva grazie all’impagabile impegno della comunità italiana di Pola, degli esuli, dei loro discendenti e delle associazioni”. Ancora oggi “un crimine impunito” per il quale “ricercare la verità rimane la via maestra per rendere pienamente giustizia alle vittime”. La premier ha anche ricordato un eroe: il medico Geppino Micheletti che continuò ad operare anche dopo aver saputo che tra i morti c’erano i suoi due bambini, suo fratello, sua cognata. “Un esempio luminoso di umanità, coraggio,abnegazione, riconosciuto dal Presidente Mattarella con la Medaglia d’Oro al Merito della Sanità Pubblica”. Anche per il presidente del Senato Ignazio La Russa “è nostro dovere ricordare” quella “strage volutamente rimossa per molto tempo”. Per il sindaco di Gorizia, Rodolfo Ziberna, toccato personalmente in quanto figlio di esuli: suo padre lasciò Pola a 17 anni, abitava proprio nella via in cui si è tenuta oggi la commemorazione, un “richiamo del sangue e della memoria” e per Gorizia “una presenza dal fortissimo valore istituzionale, storico e personale”. Ziberna, anche con Gorizia/Nova Gorica 2025 capitale della cultura con le due città italiana e slovena insieme, è da tempo impegnato in un lavoro di ricucitura. La sua presenza oggi a Pola ne è testimonianza, così come la presenza da sempre della senatrice del Pd Tatjana Rojc, impegnata nello stesso sforzo di riavvicinamento. La strage è stata oggi ricordata a Trieste e a Pola, tra le prime volte con autorità locali e italiane insieme. Si è navigato in barca verso Vergarolla, poi in cattedrale è stata celebrata la messa in italiano; infine la comunità ha reso omaggio alle vittime davanti a un nuovo cippo commemorativo. Il monumento, collocato solo nel 1997, per quasi 30 anni era privo dei nomi delle vittime, ora sono incisi i 64 nomi delle persone identificate. Con una delegazione di FederEsuli, dell’ Associazione Comunità Istriane, in serata è stata inaugurata una mostra dell’Istituto regionale per la cultura istriano-fiumano-dalmata (Irci). A Trieste nella cattedrale di San Giusto è stata celebrata una messa poi all’esterno, al Monumento alle Vittime di Vergarolla, sono state deposte corone

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