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Addio a Varenne, leggenda italiana nel mondo. Muore a 31 anni il cavallo più vincente nella storia del trotto

Redazione

Addio a Varenne, leggenda italiana nel mondo. Muore a 31 anni il cavallo più vincente nella storia del trotto

Mar, 18/08/2026 - 20:04

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Una morte fulminante, proprio come quelle corse al trotto che lo hanno reso il più forte di tutti i tempi. Il cuore di Varenne, il cavallo-campione, ha smesso di battere ad Eboli, nel Salernitano, in un box dell’allevamento LJ. Aveva 31 anni e alle spalle una vita di successi. Il decesso, si legge nei canali social ufficiali, è stato provocato da un infarto. “Al di là degli acciacchi dell’età, stava discretamente bene”, racconta il proprietario dell’allevamento Dario De Angelis. “Era insieme a Giovanni, un nostro collaboratore che si occupava di lui, quando intorno alle 2 si è improvvisamente accasciato. Era da poco rientrato da una passeggiata nel parco, d’estate era facile che uscisse di notte. Noi lo abbiamo coccolato in ogni modo e siamo onorati di averlo avuto con noi”. La morte avvenuta ad Eboli ha reso ancora più forte il legame di Varenne con la Campania. Sebbene fosse nato a Copparo, in Emilia Romagna, il trottatore era considerato un napoletano d’adozione. Enzo Giordano, suo storico proprietario, era partenopeo. E Varenne aveva conquistato alcuni dei suoi successi più importanti proprio sulla pista di Agnano. Non a caso, il 4 maggio del 2025, il ‘Capitano’ tornò su quel circuito – in occasione del Gran Premio che porta il suo nome – per festeggiare i suoi 30 anni di vita e rendere omaggio a Giordano, venuto a mancare all’età di 71 anni, l’uomo che lo creò e che non lo considerava suo ma un patrimonio dell’Italia e degli italiani. “Lo compro – disse al driver Giampaolo Minucci che glielo consigliò -. Il nome del cavallo mi piace perchè in viaggio di nozze a Parigi ho soggiornato in rue de Varenne“. Da lì cominciò la leggenda. A settembre del 2002 il ‘Capitano’ aveva disputato l’ultima gara di una lunga serie: su 72 corse, ne aveva vinte 63, raccogliendo oltre sei milioni di euro in premi. “Ho avuto l’onore di premiare la sua straordinaria carriera a Verona, durante Fieracavalli”, ricorda il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida. Da un anno e mezzo Varenne era tornato in Campania, proprio per volere del suo proprietario Giordano. “Avevamo un rapporto molto stretto, apprezzava il nostro allevamento e ci teneva che venisse da me. Devo ringraziarlo per avermi concesso questo onore”, spiega De Angelis, che nella sua struttura ha curato nei minimi particolari l’assistenza della leggenda del trotto. Il cavallo viveva in un box di 30 metri quadri, dotato di due ingressi e tre ventilatori. Era seguito da due veterinari e un nutrizionista e mangiava pasti differenti cinque volte al giorno. Durante la giornata usciva spesso a passeggiare nel parco, accudito da Giovanni e Sara. “Poter vivere con Varenne – confessa il proprietario dell’allevamento – mi ha fatto capire che era un cavallo fuori dal normale, aveva un’intelligenza quasi umana e lo si vedeva dalle piccole cose. Qui da noi si è subito ambientato, aveva il suo mondo. Noi lo curavamo come un cavallo anziano, poi veniva il campione e per noi era un’emozione in più. Ma avremmo seguito così qualsiasi altro cavallo anziano”. Un legame forte, venuto improvvisamente a mancare. “Oggi abbiamo innanzitutto perso un cavallo e, poi, abbiamo perso Varenne. Questo fa doppiamente male. Mi piace solo pensare che è andato da Enzo, questo – afferma De Angelis – mi fa soffrire meno perché finalmente si sono ricongiunti”. Varenne era nel cuore di tutti, non solo degli appassionati di ippica. Lo ricordano il presidente del Consiglio regionale del Veneto, Luca Zaia (“Oggi se ne va un cavallo straordinario, ma resta il mito. Quando correva, correva l’Italia”) e il governatore del Piemonte, Alberto Cirio (“Una leggenda capace di portare il nostro Paese sul tetto del mondo”). E ancora: l’ex manager Rolando Luzi, che vendette il campione a Giordano (“Ha cambiato la vita di tutti noi)”, Maurizio Ughi, l’ex ad di Snai che nel 2000 comprò il 50% del cavallo (“Pigro ma con una testa superiore, un mito irripetibile”), i proprietari dell’allevamento del Ferrarese dove Varenne nacque il 19 maggio del 1995, in una notte di tempesta (“Sei sempre stato immortale, grazie immenso Capitano”).

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