Si è svolta a porte chiuse oggi l’udienza del processo con rito abbreviato, condizionato ad una testimonianza, che al tribunale di Marsala vede imputata Floriana Calcagno, insegnante, una delle amanti del defunto boss mafioso Matteo Messina Denaro, rinviata a giudizio lo scorso 12 febbraio dal gup di Palermo per favoreggiamento aggravato e procurata inosservanza di pena. A chiedere le porte chiuse è stato l’avvocato difensore Ferdinando Di Franco.
Il legale ha chiesto al presidente del collegio giudicante (Alfonso Malato) di far uscire dall’aula “Paolo Borsellino” tutte le persone che non avevano un ruolo nel processo, giornalisti compresi. E trattandosi di rito abbreviato, il tribunale non ha potuto opporsi alla richiesta. Ad essere ascoltata, su richiesta della difesa, è stata Girolama Accardo, di Campobello di Mazara (Trapani), anziana vicina di casa e conoscente dell’imputata. Accardo, inoltre, nel 2022, vendette ad Andrea Bonafede l’appartamento che poi venne adibito a “covo” dell’allora latitante boss. L’anziana testimone vive in una palazzina che ha un cortile in comune con l’abitazione venduta a Bonafede, ma non avrebbe mai sospettato che l’ospite fosse Messina Denaro. Floriana Calcagno si era spontaneamente presentata ai magistrati della procura di Palermo il 21 gennaio 2023, cinque giorni dopo l’arresto del capomafia.
Ai pm aveva raccontato di aver scoperto solo allora chi era l’uomo che per mesi aveva frequentato e con cui aveva avuto una relazione, sostenendo che a lei si era presentato col nome di Francesco Salsi e che le aveva detto di essere un medico anestesista in pensione. I due, sempre nel racconto della Calcagno, si sarebbero conosciuti nel 2022 in un supermercato a Campobello di Mazara. Ma le indagini del Ros hanno accertato che il ruolo dell’insegnante negli ultimi due anni di latitanza del capo sarebbe stato ben altro: si sarebbero frequentati a lungo e l’insegnante avrebbe ospitato l’amante nella sua casa al mare. A sostenere l’accusa nel processo è il pm della Dda di Palermo Bruno Brucoli.

