La nuova ondata di calore che sta investendo la Sicilia, mentre aumentano i livelli di allerta per le temperature elevate, impone l’immediato rafforzamento delle misure di prevenzione e di assistenza sanitaria e sociale.
Palermo è oggi in bollino arancione e, secondo le previsioni del Ministero della Salute, passerà al livello rosso nella giornata di giovedì 16 luglio.
Il Codacons chiede alla Regione Siciliana, ai Comuni e alle Aziende sanitarie provinciali di attivare una rete straordinaria di protezione per anziani, persone affette da patologie croniche, disabili, cittadini soli e famiglie in condizioni di disagio economico.
L’associazione sollecita l’attivazione o il potenziamento di numeri telefonici dedicati, il contatto diretto con le persone maggiormente vulnerabili, il coinvolgimento dei medici di medicina generale e dei servizi sociali comunali, nonché controlli nelle case di riposo, nelle strutture assistenziali e nei luoghi destinati all’accoglienza delle persone fragili.
Particolare attenzione deve essere riservata al corretto funzionamento degli impianti di climatizzazione negli ospedali, nei presìdi sanitari, nelle strutture residenziali, sui mezzi di trasporto pubblico e negli uffici aperti al pubblico.
“Non è sufficiente invitare genericamente i cittadini a bere acqua e a non uscire nelle ore più calde. Di fronte a temperature così elevate — afferma Francesco Tanasi, Segretario Nazionale Codacons — le istituzioni devono individuare preventivamente le persone maggiormente esposte e assicurarsi che ricevano assistenza, informazioni e un contatto quotidiano. Anziani soli, malati cronici e famiglie fragili non possono essere lasciati a gestire autonomamente un’emergenza che può produrre conseguenze molto serie”.
Il Codacons richiama inoltre il rispetto dell’ordinanza regionale del 12 giugno 2026, valida fino al 31 agosto, che vieta il lavoro con esposizione prolungata al sole dalle ore 12.30 alle 16 nei giorni e nelle aree in cui le mappe Worklimate indicano un livello di rischio alto.
La misura riguarda, tra gli altri, i settori agricolo, florovivaistico ed edile, le cave, la logistica e le attività svolte dai rider.
“Chiediamo controlli effettivi – prosegue Tanasi – sul rispetto delle disposizioni poste a tutela dei lavoratori e l’adozione di adeguate misure organizzative anche nei settori non espressamente interessati dal divieto. La tutela della salute deve prevalere su qualsiasi esigenza produttiva. Il caldo estremo non è più un evento occasionale, ma una condizione che richiede programmazione, responsabilità e una presenza concreta delle istituzioni sul territorio”. — conclude Tanasi.

