Salute

Maturità 2026, Tanasi(Codacons): “Se dopo il diploma l’unica prospettiva è fare la valigia il sistema ha fallito”

Redazione 3

Maturità 2026, Tanasi(Codacons): “Se dopo il diploma l’unica prospettiva è fare la valigia il sistema ha fallito”

Gio, 18/06/2026 - 11:56

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Nel giorno della prima prova scritta degli Esami di Maturità 2026, che coinvolge oltre 527 mila candidati in tutta Italia, il Codacons rivolge un messaggio ai maturandi e invita le istituzioni a guardare oltre l’esame.Per l’associazione, la maturità resta una tappa importante, fatta di emozione, attesa e sacrifici familiari. Ma il Codacons evidenzia che, per tanti ragazzi siciliani, il vero banco di prova arriverà dopo l’ultima prova, quando dovranno scegliere se restare, studiare, lavorare o cercare altrove quelle opportunità che spesso nel proprio territorio mancano.Secondo il Codacons, il tema delle nuove generazioni deve tornare al centro dell’agenda pubblica, perché scuola, università, lavoro, servizi, innovazione e accesso reale alle opportunità sono strumenti essenziali per contrastare la fuga dei giovani e valorizzare competenze, talento e merito.L’associazione sottolinea che il fenomeno assume una particolare rilevanza in Sicilia, dove molti giovani, dopo il diploma o la laurea, sono costretti a trasferirsi in altre regioni o all’estero per trovare opportunità professionali adeguate alle proprie competenze. Per il Codacons, questa emorragia rischia di impoverire l’Isola di energie, professionalità e capitale umano indispensabili per la sua crescita economica e sociale.”La maturità dura pochi giorni – spiega Francesco Tanasi, Segretario Nazionale Codacons – ma il vero esame comincia dopo. In Sicilia migliaia di giovani si diplomano con impegno e competenze, ma troppo spesso si trovano davanti a un bivio che non dovrebbero essere costretti ad affrontare. Una terra che forma i propri ragazzi e poi li perde non sta investendo sul proprio futuro. Se per costruire il proprio futuro un giovane siciliano è costretto a lasciare la Sicilia, allora il problema non riguarda i giovani, ma il sistema che non è riuscito a creare le condizioni per trattenerli”. – conclude Tanasi.

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