“Quello che temevamo e che avevamo denunciato con forza soltanto qualche settimana fa si è purtroppo avverato, assumendo i contorni di un vero e proprio terremoto giudiziario. Il sequestro della discarica di Timpazzo e i gravi provvedimenti cautelari a carico dei vertici della Impianti SRR nell’ambito dell’operazione ‘Pi-Greco’, squarciano definitivamente il velo di ipocrisia sulla gestione dei rifiuti in Sicilia. Il ‘sistema Schifani’ è ufficialmente al collasso”.
Lo dichiara il coordinatore regionale del Movimento 5 Stelle in Sicilia, Nuccio Di Paola, commentando la svolta nell’inchiesta della Dda di Caltanissetta sulla gestione della discarica di Timpazzo a Gela.
“Soltanto poco tempo fa – incalza Di Paola – criticavamo duramente la scelta scellerata della Regione di raddoppiare i conferimenti dei rifiuti proprio a Timpazzo, trasformando il territorio di Gela nella pattumiera dell’isola per tappare i buchi di un’emergenza perenne”.
Per l’esponente del M5S, l’indagine condotta dai Carabinieri del Noe evidenzia la totale incapacità della governance regionale di pianificare un ciclo dei rifiuti moderno ed efficiente. “Il governo Schifani – sottolinea ancora Di Paola – non è stato in grado di costruire un sistema di impianti alternativo né di far decollare la differenziata, preferendo la via più facile e pericolosa, saturare e ampliare le discariche pubbliche esistenti. La logica dell’emergenza è un modus operandi che, come dimostrano le intercettazioni e i filmati dei militari, ha favorito il caos gestionale e i flussi illeciti e chiaramente le vittime principali, insieme all’ambiente, restano i cittadini che continuano a pagare le tariffe sui rifiuti tra le più alte d’Italia a fronte di servizi scadenti e territori violentati dall’inquinamento”.
“Esprimo il mio totale plauso alla magistratura e alle forze dell’ordine per aver fatto luce su questa gestione opaca – conclude Di Paola – ma il dato politico resta drammatico. Schifani ha fallito su tutta la linea. Non si può governare una regione inseguendo le emergenze da loro stessi create e alimentate. Il presidente della Regione non si nasconda dietro i tecnicismi e venga immediatamente a riferire in Aula all’Ars”.

