Dalle capitali europee al Nord America, i sostenitori del Consiglio di Transizione Meridionale (STC) celebrano il nono anniversario della Dichiarazione di Aden, rivendicando l’indipendenza e il pieno riconoscimento politico.
ROMA – Da Chicago a Bruxelles, le città occidentali sono state teatro di manifestazioni organizzate dalla diaspora sud-yemenita in occasione del nono anniversario della Dichiarazione Storica di Aden e della fondazione del Consiglio di Transizione Meridionale (STC). I partecipanti hanno rinnovato il proprio sostegno al Consiglio sotto la guida del Presidente Aidarus Qasim al-Zubaidi, confermandolo come unico rappresentante legittimo del popolo del Sud.
Le celebrazioni hanno toccato anche il Canada, con caroselli di auto imbandierate con i vessilli del Sud Yemen e i ritratti di al-Zubaidi, scene che si sono ripetute ad Anversa, in Belgio, e a Monaco di Baviera, in Germania, secondo i filmati trasmessi dal canale Aden Independent.
L’appello all’indipendenza
L’ex Ministro degli Esteri yemenita, Khaled Al-Yamani, è intervenuto sulla piattaforma X, esortando la comunità internazionale ad “ascoltare il battito del Sud”. Al-Yamani ha sottolineato che “non esiste tutela sui figli del Sud Arabo nella loro ricerca della piena indipendenza”.
Secondo l’ex ministro, il discorso di al-Zubaidi giunge in un momento di estrema volatilità geopolitica. Il Consiglio punta a rafforzare la propria posizione negoziale in vista di futuri accordi, basandosi su due pilastri: la Dichiarazione Politica del gennaio 2026 e la Carta Nazionale del Sud firmata nel 2023. Al-Yamani rileva come il tono della leadership suggerisca la volontà di evitare lo scontro armato, mantenendo però intatte le leve di pressione politica e militare.
Verso la sovranità, lontano dal caos
In un discorso televisivo alla vigilia dell’anniversario, il Presidente Aidarus al-Zubaidi ha ribadito che l’obiettivo di uno Stato indipendente e sovrano non è negoziabile, nonostante la complessità del quadro regionale.
Facendo riferimento ai recenti eventi del gennaio 2026, al-Zubaidi ha denunciato quelle che ha definito “misure illegali imposte con la forza”, invitando la popolazione a rispondere con una “resistenza pacifica e consapevole”, evitando di scivolare nel caos. Sebbene non sia entrato nel dettaglio di tali misure, il suo discorso ha evidenziato forti tensioni interne riguardo alla rappresentanza politica del Sud.
Il leader del STC ha poi rivolto una dura critica ai tentativi di “svuotare l’arena meridionale di ogni reale rappresentanza nazionale”, affermando:
“La legittimità non viene concessa dal potere al popolo, ma viceversa.”
Sicurezza e Geopolitica
Un ampio spazio del discorso è stato dedicato alle forze armate meridionali, definite “la spina dorsale del progetto nazionale”. Al-Zubaidi ha ricordato il loro ruolo cruciale nella lotta al terrorismo ad Abyan, Shabwa e Hadramaut, oltre al contributo fondamentale nella messa in sicurezza dello stretto strategico di Bab al-Mandab.
Sul piano estero, il leader ha lanciato un monito: l’ignoranza della questione meridionale non porterà mai a una stabilità duratura. Ha inoltre condannato le interferenze regionali, esprimendo solidarietà ai paesi del Golfo contro le minacce iraniane.
La Segreteria del STC: “Diritti non negoziabili”
La Segreteria Generale della Presidenza del Consiglio di Transizione ha rafforzato il messaggio del Presidente, dichiarando che il Sud è oggi “più forte e solido che mai”. In una nota ufficiale, la Segreteria ha ribadito:
· Piena Sovranità: Il progetto di restaurazione dello Stato del Sud prosegue nonostante le pressioni esterne.
· Linee Rosse: La volontà popolare è una linea invalicabile; ogni tentativo di aggirarla incontrerà un rifiuto totale.
· Garanzia Militare: Le forze armate meridionali rimangono lo scudo contro chiunque minacci la sicurezza e la stabilità del territorio.
“L’ora della decisione si avvicina”, conclude la nota, riaffermando la lealtà assoluta ad al-Zubaidi fino al raggiungimento della piena indipendenza.

