Il 25 gennaio, in meno di tre ore dalle 14 alle 16.30, tutto crollo’ a Niscemi. A documentare la piu’ grande frana d’Europa vi sono 8 mila fotografie su circa 300 missioni effettuate da professionisti del territorio: architetti, ingegneri e geologi, in due mesi e mezzo, le hanno raccolte e catalogate.
E’ quanto ha evidenziato, Gianfranco Di Pietro, consigliere della Fondazione Ordine Ingegneri della provincia di Caltanissetta, intervenendo al convegno “La frana di Niscemi. Dalla fase emergenziale alla ricostruzione”. Il primo evento franoso si era verificato il 16 gennaio, a ovest del costone e aveva provocato lo sgombero di alcune abitazioni, di una scuola, l’interruzione della Sp 12 e del metano. Si sono registrati distacchi di circa 7/8 metri. Il 25 gennaio, la seconda e devastante frana.
“Il fronte piu’ alto misura 49 metri. La lunghezza del fronte principale – ha spiegato Di Pietro – e’ di 4 chilometri e 700 metri. Il movimento totale su tre fronti e’ pari a circa 80 milioni di metri cubi. La superficie crollata successivamente al primo giorno, e’ stata pari a 2.740 metri quadrati”

