CALTANISSETTA. C’è una Caltanissetta che continua a vivere lontano dai riflettori, nei vicoli, nelle botteghe storiche, nei racconti tramandati oralmente e nei gesti semplici della quotidianità. È la città che sabato scorso ha trovato voce e partecipazione nella passeggiata culturale “Dove il rasoio raccontava storie”, un percorso urbano che ha trasformato il centro storico nisseno in un laboratorio di memoria condivisa, identità collettiva e riflessione civica.

L’iniziativa, guidata con competenza e passione da Gero Casano e promossa dalla community “Insieme per… Caltanissetta”, ha coinvolto cittadini, artisti, studiosi e rappresentanti istituzionali in un’esperienza che ha saputo unire cultura, partecipazione e senso di appartenenza. Tra i presenti anche il Consigliere Comunale Vincenzo Cancelleri, che ha preso parte alla passeggiata indossando la tuta della Nissa, simbolo di vicinanza concreta al territorio e alla sua dimensione popolare.
La sua presenza ha assunto un significato che va oltre l’aspetto istituzionale. Il consigliere comunale Cancelleri ha infatti sottolineato il valore educativo dell’iniziativa, definendola un patrimonio culturale da portare anche nelle scuole. Un’idea che apre una prospettiva importante per il territorio nisseno: trasformare i quartieri storici in luoghi di apprendimento vivo, dove gli studenti possano conoscere la storia sociale, antropologica e letteraria della città direttamente nei luoghi che l’hanno generata.
La passeggiata non si è limitata a raccontare il passato. Ha mostrato come il patrimonio immateriale di una comunità possa diventare strumento di crescita culturale e rigenerazione urbana. I vicoli di San Rocco, Santa Lucia e Santa Agata si sono trasformati in un teatro popolare a cielo aperto grazie alle intense declamazioni delle artiste nissene Nadine Micu e Michela Lauria, sui testi scritti dalla professoressa Daniela Micu.
Le letture hanno restituito il volto umano della Caltanissetta di un tempo: le sedie davanti alle barberie, i dialoghi spontanei tra vicini, il valore del saluto e delle relazioni di quartiere. Frasi in dialetto e racconti popolari hanno evocato una città costruita sulla prossimità umana e sul senso di comunità, ricordando quanto la memoria collettiva rappresenti ancora oggi una risorsa culturale preziosa.
Particolarmente suggestivo il momento dedicato alla figura del barbiere come luogo simbolico della vita sociale nissena. Non semplici attività commerciali, ma veri spazi di confronto civile, dove si intrecciavano politica, ironia, cronaca quotidiana e relazioni umane. Una dimensione che richiama inevitabilmente le atmosfere raccontate da Leonardo Sciascia, capace di cogliere proprio nei luoghi popolari l’anima più autentica della Sicilia.
In questo contesto, la storica barberia Diminuco è emersa come uno dei simboli più significativi dell’intero percorso. Più che una bottega artigiana, un presidio spontaneo di memoria urbana, dove oggetti, racconti e testimonianze custodiscono ancora oggi frammenti di vita cittadina. Le parole del barbiere Diminuco e dell’architetto Giuseppe Saggio hanno contribuito a restituire autenticità ai luoghi visitati, mostrando come la cultura possa nascere anche dagli spazi quotidiani e dalle esperienze popolari.
Uno degli aspetti più interessanti della giornata è stato il modo in cui la memoria si è intrecciata con una riflessione concreta sul presente e sul futuro del centro storico. I cittadini hanno evidenziato con senso civico alcune esigenze fondamentali per rendere questi quartieri sempre più vivibili e accoglienti: il miglioramento dell’illuminazione pubblica, il decoro urbano, la riapertura dei servizi igienici nel centro storico e una maggiore attenzione alla sicurezza e al rispetto degli spazi condivisi.
Non si è trattato di polemiche, ma
di un confronto costruttivo nato dall’amore per la città. La consapevolezza
emersa durante la passeggiata è che la valorizzazione culturale non può
prescindere dalla qualità
urbana. Un centro storico vivo ha bisogno
di servizi, cura quotidiana e
partecipazione collettiva. La cultura, in questo senso, diventa anche strumento di educazione civica e responsabilità condivisa.
Durante il percorso è emersa inoltre una riflessione importante sul patrimonio culturale nisseno ancora da valorizzare pienamente. Molti partecipanti hanno sottolineato l’assenza di luoghi permanenti dedicati a figure di grande rilievo come Piermaria Rosso di San Secondo e Rosario Assunto, personalità che hanno dato prestigio nazionale e internazionale alla città. L’idea di creare case museo o percorsi culturali dedicati ai grandi protagonisti della storia nissena rappresenta una sfida che potrebbe rafforzare l’identità culturale del territorio e attrarre nuove forme di turismo culturale.
In questa prospettiva si inserisce anche la proposta lanciata dal Consigliere Cancelleri di costruire un percorso stabile dedicato alle “figuredde” e ai personaggi simbolici della tradizione popolare nissena. Un progetto che potrebbe trasformare il centro storico in un racconto permanente della memoria cittadina, capace di coinvolgere residenti, scuole e visitatori.
La passeggiata “Dove il rasoio raccontava storie” ha dimostrato che la cultura non è soltanto celebrazione nostalgica del passato, ma uno strumento concreto per immaginare il futuro della città. Nei quartieri storici di Caltanissetta esiste un patrimonio umano, sociale e identitario che può diventare motore di rinascita urbana, partecipazione civica e crescita culturale.
Un sentito ringraziamento a tutti i cittadini che hanno partecipato con interesse e sensibilità culturale alla passeggiata comunitaria. Grazie a Gero Casano per la guida appassionata del percorso, a Salvatore Rizzo per l’organizzazione e l’impegno civico della community “Insieme per… Caltanissetta”, e alla professoressa Daniela Micu per i testi letterari realizzati per l’occasione. Un plauso alle artiste nissene Nadine Micu e Michela Lauria per le emozionanti declamazioni, così come al barbiere storico Diminuco e all’architetto Giuseppe Saggio per le preziose testimonianze di memoria e autenticità nissena. Un ringraziamento speciale va al Consigliere Comunale Vincenzo Cancelleri per la sua presenza accanto ai cittadini e per aver riconosciuto il valore culturale e formativo dell’iniziativa per il futuro della città e delle nuove generazioni.
Esperienze come questa ricordano che il bene comune si costruisce attraverso l’ascolto, la memoria condivisa e il coinvolgimento delle persone. Ed è forse proprio da qui, dai vicoli che ancora raccontano storie, che può nascere una nuova visione per il futuro del territorio nisseno.

