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Maltempo, Musumeci: “A Niscemi una tragedia annunciata”

Redazione 3

Maltempo, Musumeci: “A Niscemi una tragedia annunciata”

Mer, 28/01/2026 - 08:56

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Un’intera collina che continua a venir giù, 1.500 sfollati e altri da evacuare. Il ministro per la Protezione civile, Nello Musumeci, in una intervista al “Corriere della Sera” spiega come è potuto accadere: “È una sciagura annunciata. Che quel terreno fosse franoso lo sapevano anche i bambini. Le esperienze passate purtroppo non hanno insegnato nulla. È come se ci fossimo affidati al fato. Del resto, da noi in Sicilia si dice ancora: ‘Comu finisci si cunta'”. Vale a dire: “Racconteremo come finirà: alla fine la natura presenta il conto”. Elly Schlein dice che servono due miliardi: “Mi pare presto per fare preventivi. Di certo, il governo Meloni farà la propria parte fino all’ultimo. E sono certo che lo stesso farà la Regione”. Quanto alla possibilità di usare i soldi del ponte di Messina: “Non sono iscritto al partito del Benaltrismo. Il ponte è necessario, come le infrastrutture idriche. I soldi ci sono stati in passato, ma destinati altrove. Abbiamo costituito una struttura nazionale che si occupa solo di siccità”. I geologi dicono che la pioggia non è stata eccezionale: 45 mm contro i 100 del 1997: “La pioggia è solo una concausa. Ma non la sola. La pianificazione urbanistica di quell’area non ha tenuto conto della fragilità del suolo. Troppa pressione antropica, lì non si doveva costruire”. Ma la frana era conosciuta da trent’anni, c’è stata sottovalutazione: “Certo che era conosciuta. Nel 1997 è stata sfiorata la tragedia. Lo ricordo bene. Ma non tutti gli interventi preventivi e di messa in sicurezza annunciati in quella occasione furono poi realizzati”. Musumeci è stato Presidente della Regione Sicilia: “Sì e ho l’orgoglio di aver fatto la legge urbanistica attesa in Sicilia da 4o anni. Ovviamente il Comune di Niscemi nei miei 5 anni non ha sollevato il problema dell’abitato”. Tanti fondi arrivati in 30 anni per la messa in sicurezza e poi la tragedia: “Tra veti, contenziosi e sottovalutazioni, la prevenzione strutturale a Niscemi è rimasta solo una buona intenzione”. I cittadini sperano di poter tornare nelle case ma in alcune zone sarà pericoloso ricostruire: “È troppo presto per tracciare linee sulla mappa mentre la frana è attiva e continua a scendere a valle, inesorabilmente. Di certo, in parecchie di quelle case non si potrà più tornare. Servirà ricostruire altrove, con una nuova pianificazione che tenga conto delle eventuali vulnerabilità di quel territorio”. “In casi del genere – continua – i governi, nazionale e regionale, possono finanziare la costruzione dei nuovi alloggi in aree sicure. Lo stiamo facendo per la frana di Chieti. Nel frattempo agli sfollati viene corrisposto un contributo per autonoma sistemazione. Superfluo dire che parliamo di case non più abitabili ma non abusive”. “Servono nuove infrastrutture – conclude Musumeci -, costante manutenzione e un nuovo approccio culturale da parte di tutti, cittadini compresi”. (Agenzia_Nova)

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