Il giornalista Corrado Maiorca ci ha lasciato nella notte. È morto all’ospedale di Siracusa, per l’insorgere improvviso di una patologia che non gli ha lasciato scampo. Aveva 65 anni. Con la sua scomparsa se ne va un pezzo autentico della storia del giornalismo siciliano, ma soprattutto un uomo che ha incarnato fino in fondo il senso più vero di questo mestiere.
Maiorca aveva iniziato ad occuparsi di cronaca e informazione a soli 16 anni. Da allora la passione per le notizie è stata la cifra costante della sua vita professionale. Ha collaborato con testate prestigiose come Il Corriere della Sera, Il Giorno e Il Corriere dello Sport, fino a diventare uno dei giornalisti di punta del Giornale di Sicilia, dove ha ricoperto anche il ruolo di vicecaporedattore, coordinando le redazioni dell’Isola.
Proprio negli anni del Giornale di Sicilia prese forma quello che in redazione veniva chiamato il “metodo Maiorca”: rafforzare l’informazione che nasceva dalle province, valorizzare i territori e le comunità locali, per rendere il giornale sempre più vicino ai lettori. Un’intuizione concreta, capace di lasciare risultati e di raccontare la sua visione moderna del fare informazione.
Una tappa decisiva del suo percorso professionale e umano fu Caltanissetta. Inviato come caporedattore nei primi anni Duemila, tra il 2000 e il 2002, Maiorca rimase in città fino al 2009 circa. Non fu una presenza episodica: Caltanissetta lo accolse a braccia aperte e lui mise radici profonde, tanto da poter essere considerato a tutti gli effetti un nisseno d’adozione. In quegli anni costruì un vero zoccolo duro di amicizie e rapporti professionali, con colleghi come Alessandro Silverio, Totò Mingoia e Sergio Nigrelli, e con tanti giovani che attorno alla redazione trovarono in lui una guida e un maestro.
Fu proprio a Caltanissetta che Corrado Maiorca trovò l’energia e, per certi versi, anche il coraggio di compiere una scelta non semplice: lasciare il Giornale di Sicilia per dare vita a nuove esperienze editoriali indipendenti. Insieme a Totò Mingoia e a Nicolino Mingoia, fotografo del Giornale di Sicilia, fondò il periodico Caltanissetta Oggi. Da quell’esperienza nacque l’incontro con Michele Spena, con il quale si crearono i presupposti per un progetto ancora più ambizioso, prima mensile e poi settimanale di respiro regionale: Sicilia Oggi, fondato da Corrado Maiorca, Michele Spena e Nicolino Mingoia. Una squadra vera, nella quale Maiorca seppe dare spazio a firme e professionalità importanti, come Sergio Nigrelli, e soprattutto seppe dare fiducia e responsabilità a giovani giornalisti, come Giuseppe Taibbi, contribuendo alla crescita di una generazione.
Se oggi Michele Spena ha potuto compiere il proprio percorso editoriale e giornalistico, è anche perché in quegli anni trovò in Corrado Maiorca un maestro. Fu lui a creare entusiasmo e a porre i presupposti che portarono Spena ad avvicinarsi a questo mestiere, inizialmente da un punto di vista commerciale, e poi a scoprire la passione per informazione e comunicazione, fino alla fondazione, nel dicembre del 2010, de Il Fatto Nisseno.
Maiorca perseguiva un’idea alta e rigorosa del giornalismo: un modo di “suonare” l’informazione fatto di equilibrio, autonomia e responsabilità. Credeva in un’informazione libera ma mai urlata. Proprio a Caltanissetta coltivò anche una visione ambiziosa: provare a far nascere un progetto che potesse rappresentare una sorta di terzo polo giornalistico, alternativo ai due grandi quotidiani di riferimento dell’Isola, il Giornale di Sicilia e La Sicilia. Un’idea coraggiosa, che racconta la sua capacità di guardare oltre l’esistente.
E poi c’era la redazione, il cuore del suo mondo. Corrado era un grande appassionato del lavoro di desk e dell’impaginazione: vederlo costruire le pagine che sarebbero andate in stampa era, per chi ama questo mestiere, un privilegio. Le modellava con logiche tutte sue, con rigore e intuito. Passava interi pomeriggi a caccia di notizie, lui e il suo pc, la tastiera segnata dal tempo e dalla cenere di sigaretta, compagna fedele di una vita trascorsa tra titoli, tagli e verifiche. In quella nube di fumo sembrava trovare ispirazione: un vulcano di idee, sempre sul pezzo, sempre avanti.
La morte di Corrado Maiorca lascia sgomenti la moglie Lucia Basso, il figlio Gabriele, i familiari e tutti coloro che hanno potuto apprezzarne le doti umane e professionali. L’editore Michele Spena e la redazione esprimono le più sentite condoglianze alla famiglia. Con Corrado Maiorca se ne va un grande lavoratore, un uomo libero e appassionato, e un pezzo importante del giornalismo siciliano.
I funerali si svolgeranno domani, venerdì 2 gennaio, alle ore 15, nella chiesa del Santissimo Salvatore di via Necropoli Grotticelle, a Siracusa.

