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Gela, inaugurato il Centro polifunzionale Macchitella Lab: l’immobile riqualificato con le Compensazioni Eni

Redazione 3

Gela, inaugurato il Centro polifunzionale Macchitella Lab: l’immobile riqualificato con le Compensazioni Eni

Gio, 02/10/2025 - 13:14

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Inaugurato il Centro polifunzionale Macchitella Lab. Una struttura attesa dalla comunità da anni e che oggi è finalmente realtà. L’immobile, completamente riqualificato e ristrutturato, è stato ceduto dall’Eni in comodato d’uso al Comune di Gela inizialmente per due anni, con possibilità di proroga.

Si potranno adesso attivare tutte le attività previste. L’iter era stato avviato nel settembre 2020. La struttura ospitava inizialmente l’ex Casa Albergo e il personale Eni operante nel sito. La sua radicale trasformazione in un centro polifunzionale lo porrà come centro di aggregazione territoriale, formazione universitaria e imprenditoria giovanile. I lavori di ristrutturazione, costati circa tre milioni di euro, si sono conclusi nel dicembre del 2022, totalmente finanziati con i fondi delle Compensazioni dovute per le attività Eni sul territorio.

Alla fase di start up fondamentale è stato il supporto il supporto della fondazione “Enrico Mattei”, che ha messo a disposizione 620 mila euro. Riqualificata anche l’area esterna. Oltre al Comune ed Eni, sono partner del progetto Sicindustria e l’Università Kore di Enna. Gli uffici tecnici comunali, sotto la spinta del Sindaco Terenziano di Stefano, hanno lavorato senza sosta per trasformare il progetto esecutivo in interventi.

A Macchitella Lab si potranno svolgere le seguenti attività: Servizio di accompagnamento e tutoraggio, formazione, networking, brainstorming, co-working,

“Questo iconico immobile diventa finalmente disponibile, fruibile alla comunità di Gela – dichiara Walter Rizzi, Presidente della Bioraffineria di Gela Enilive – è trasformato e potrà quindi avere una nuova vita, al pari delle trasformazioni industriali che da oltre dieci anni stiamo portiamo avanti . L’impegno e la professionalità di tutti gli attori coinvolti nei lavori di ristrutturazione e recupero dei locali dell’ex Casa Albergo ci hanno permesso di raggiungere gli obiettivi che ci eravamo prefissati. Macchitella Lab sarà un polo polifunzionale al servizio della cittadinanza, un centro di aggregazione territoriale dedicato allo sviluppo del territorio dove troveranno spazio attività di formazione universitaria e iniziative legate all’imprenditoria giovanile. Con l’augurio che questa importante iniziativa possa sostenere la crescita culturale e professionale di Gela e, soprattutto, possa creare opportunità per le nuove generazioni”.

«Era uno dei principali impegni – ha detto il Sindaco Terenziano di Stefano – assunti in campagna elettorale. Con il completamento dei lavori e l’inaugurazione di oggi diamo una accelerazione affinché già da subito possano partire i primi corsi universitari proposti dalla Kore e tutta una serie di attività di start up, animazione territoriale e di formazione su cui puntiamo fortissimo. Per i giovani, non solo gelesi, Macchitella Lab dovrà essere un punto di riferimento da cui partire per sviluppare idee, innovazioni per creare il proprio futuro».

Progetto realizzato da: architetti Vincenzo Castellana e Rosanna Zafarana

L’Ex albergo Eni nel quartiere Macchitella a Gela, nasce per ospitare il personale dell’ex petrolchimico. Il progetto del MACCHITELLA LAB si inquadra nell’ambito degli interventi per lo sviluppo sostenibile di rigenerazione urbana della città. Trasforma la struttura in spazio di coworking con laboratori, uffici, caffetteria e luoghi di aggregazione, predisponendosi come un moderno incubatore di imprese e Startup. Il progetto, di fatto, reinterpreta la tipologia ricorrente nella zona: residenze a blocchi (palazzine). La percezione, in tal modo, transita da edificio residenziale a tema architettonico collettivo. L’attacco a terra dell’edificio viene ridisegnato attraverso l’eliminazione del primo ordine che genera una doppia altezza e determina un alleggerimento del blocco, dando vita al sistema di luci-ombre. Frutto di ricerca e attenzione è il sistema non complanare delle specchiature della doppia altezza che utilizza l’opportunità data dallo spessore della trave piatta dell’ordine intermedio eliminato per segmentare la frangia del prospetto delle vetrature restituendo il gioco di riflessi sempre diversi tra loro. L’involucro permeabile conferisce forte identità al blocco superiore e ridisegna l’archetipo della casa a faldina. Lo scheletro metallico modula i prospetti seguendone la struttura e avvolge l’edificio che, con Il fraseggio dei moduli compositivi di lamiera stirata, segue una partitura che vibra differentemente alla luce che vi permea. Tra i campi delle falde superiori trovano alloggio integrato i pannelli fotovoltaici. La preesistenza viene così recuperata nella sua immagine complessiva portando verso un concetto del non finito, attraverso l’uso di intonaci a vista. Contestualmente il sistema trasparente ne ridisegna l’involucro e conferisce una inedita lettura. I setti del primo ordine che definiscono l’attacco a terra, compenetrano il rapporto interno esterno rimandando, così, all’apertura simbolica verso la città.

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