I media russi danno oggi ulteriore spazio e riflessioni sulle dimissioni di Mario Draghi, ricordandone tutti la posizione “fortemente anti-russa”. L’agenzia Tass, a firma della corrispondente a Roma, pubblica un pezzo che si chiede nel titolo: “C’e’ vita dopo Draghi? Le conseguenze della crisi per l’Italia”. “Draghi gode di autorita’ indiscussa negli Usa e nell’Ue”, sottolinea l’articolo, “nella questione della crisi ucraina ha preso una delle posizioni piu’ dure nei confronti della Federazione russa”.
“I rappresentanti della crisi ora sono impegnati in accuse reciproche e nella ricerca di responsabili”, riassume l’agenzia, elencando scissioni di partito (M5S) alleanze saltate (M5S e Pd) e fuoriuscite illustri (Gelmini, Brunetta, Carfagna da Forza Italia). Tass vede in Giorgia Meloni la “possibile prima donna premier”, ma avverte allo stesso tempo che “l’esito delle prossime elezioni, come le ultime, potrebbe essere ambiguo e le forze politiche potrebbero dovere ancora una volta stringere alleanze, che ora escludono categoricamente”.
“Il conflitto ucraino”, spiega Tass, “e’ legato solo marginalmente alla crisi attuale, ma e’ diventato una leva di ricatto (poco efficace) a favore di Draghi. Alcuni esponenti della classe politica hanno affermato che Mosca brinda alle dimissioni di Draghi, perche’ e’ chiaro che l’uscita di scena di uno dei piu’ affidabili alleati Usa in Europa indebolisce l’asse anti-russo”.

