“Appartengo a quella generazione di magistrati che nel 1992 muoveva primi passi nella magistratura e sono tra quelli che, provenienti da altre parti d’Italia, decise di venire a Palermo perché a fronte delle stragi non era consentito un immobilismo sterile. Posso affermare con certezza che la ricerca della completa verità non si è mai fermata e mai si fermerà, a dispetto del tempo che trascorre”.
Lo ha detto Lia Sava il procuratore generale della corte d’Appello di Palermo nel suo intervento alla commemorazione dei giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino nell’aula bunker del carcere Ucciardone davanti alle 46 delegazioni dei procuratori generali dei Paesi del Consiglio d’ Europa che ieri e oggi si sono riuniti a Palermo per la prima conferenza internazionale.
Lia Sava, la magistrata che a Caltanissetta da procuratore aggiunto e da procuratore generale ha coordinato i processi sulle stragi, ha aggiunto “A dispetto di “putride strategie criminali il sacrificio dei nostri martiri eroi non era la fine, ma l’inizio di un percorso che la magistratura ha portato avanti fino un oggi. Abbiamo reagito alle stragi e determinato l’energico scatto che ha fermato il bagno di sangue, e non era scontato”.

