Gentili passeggeri, l’aereo deve tornare indietro perché il pilota non ha la licenza”. Sarà stato su questa falsa riga l’annuncio fatto alle persone a bordo di un volo di linea della compagnia Virgin Atlantic, costretto a fare marcia indietro circa 30 minuti dopo aver spiccato il volo. Un caso a dir poco clamoroso avvenuto in Gran Bretagna: l’Airbus A330 partito dall’aeroporto di Heathrow e diretto a New York, negli Stati Uniti, è dovuto tornare indietro perché dopo il decollo è emerso che il co-pilota non aveva ancora terminato l’addestramento ed era quindi sprovvisto dell’autorizzazione della sua compagnia a pilotare.
Come raccontano i media britannici, circa un’ora dopo il decollo l’aereo è atterrato nuovamente su una delle piste dell’aeroporto inglese, dove la compagnia ha provveduto a sostituire il co-pilota, qualificato per condurre l’aereo, ma sprovvisto del “volo di valutazione finale” richiesto dalla compagnia aerea. Anche il capitano che avrebbe dovuto volare con lui non aveva lo status di trainer designato, un abbinamento che violava i protocolli di addestramento della compagnia, ma non le normative sull’aviazione e sulla sicurezza del Regno Unito.
L’Autorità per l’aviazione civile ha spiegato di essere stata informata del problema, chiarendo che entrambi i piloti erano “adeguatamente autorizzati e qualificati per intraprendere il volo”. Il capitano aveva infatti migliaia di ore di volo accumulate in 17 anni di carriera, mentre il co-pilota si era unito alla compagnia aerea dal 2017.
Dopo la sostituzione il volo è potuto ripartire verso gli Usa, con l’atterraggio all’aeroporto JFK di New York che è avvenuto con due ore e 40 minuti di ritardo. La Virgin Atlantic nel frattempo ha rivisto e aggiornato il suo regolamento interno, così da evitare che incidenti simili possano accadere ancora.

