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Spaccio di droga a Messina: 22 arresti tra Calabria e Sicilia

Redazione

Spaccio di droga a Messina: 22 arresti tra Calabria e Sicilia

Mar, 29/03/2022 - 10:19

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E’ di 22 arresti (16 in carcere e 6 ai domiciliari) il bilancio dell’operazione della polizia di Stato nei confronti di due cellule criminali (una calabrese e l’altra messinese) specializzata nello spaccio di droga e nel traffico di armi. Il blitz, scattato la notte scorsa, ha richiesto l’impiego di oltre 100 poliziotti e rappresenta il coronamento delle indagini della Dda di Messina su una vasta compagine criminale armata e perfettamente organizzata per spacciare la droga, in via continuativa, nei quartieri messinesi di “Gazzi” e “Mangialupi”. 

Uno dei destinatari della misura cautelare in carcere si è reso irreperibile all’arresto ed è ora ricercato. Le indagini sono avviate a fine 2018 sulla base delle dichiarazioni di alcune persone che avevano fornito indicazioni su una centrale di spaccio attiva nel rione “Gazzi”. E’ stata così accertata l’esistenza di due cellule criminali: una più ristretta, operante in Calabria ed impegnata nel rifornire l’altra, più articolata e capillare, che immetteva sul mercato della città metropolitana di Messina, ed in alcune località della provincia, rilevanti partite di cocaina. 

Secondo l’ipotesi accusatoria, l’organizzazione messinese era composta da più di 10 persone appartenenti a due nuclei familiari, fra loro legati, cui poi riferirsi numerosi altri individui impegnati nello spaccio minuto di droga, soprattutto nei quartieri cittadini di “Gazzi” e “Mangialupi”. 

Il “ciclo della droga” era curato in ogni dettaglio: la sostanza era occultata in luoghi di custodia esterni alle abitazioni, come tombini, canalette di scolo, autovetture abbandonate, anfratti dei muri, e lì ricollocata dopo le cessioni. Le donne spesso da vedette a tutela degli “addetti” alle forniture, che si alternano secondo un consolidato ed efficiente modello organizzativo composto da figure versatili e legate tra loro vincoli di parentela. Un’attività di spaccio che non conosceva pause: gli acquirenti si avvicinavano ai pusher ad ogni ora del giorno e della notte, tanto che – nell’arco dei cinque mesi di sorveglianza – sono state documentate più di tremila cessioni per un giro d’ affari quantificato in 50 mila euro al mese. 

La continuità dei rifornimenti era assicurata da alcuni calabresi, anch’essi arrestati, che gestivano i contatti con i vertici del gruppo dei “messinesi” mediante apparecchi cellulari dedicati che garantivano un elevato livello di riservatezza delle comunicazioni. Numerosi sono stati i casi in cui gli investigatori dell’Antidroga sono intervenuti in flagranza per intercettare lo stupefacente. In altre occasioni, invece, sono state rinvenute e sequestrate armi e gru

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