La Direzione distrettuale antimafia di Palermo ha chiesto il rinvio a giudizio per sei persone e una societa’ nell’inchiesta su un sistema di corruzione negli appalti pubblici con l’aggravante di avere favorito Cosa nostra. La richiesta dei pm Bruno Brucoli, Gianluca De Leo e Maria Pia Ticino riguarda Carmelo Vetro, 41 anni, di Favara, gia’ condannato in via definitiva a nove anni di reclusione per associazione mafiosa, il fratello Salvatore Vetro, 38 anni, di Favara, il cognato Antonio Lombardo, 48 anni, di Favara, il dirigente regionale Giancarlo Teresi, 68 anni, di Palermo, il funzionario regionale Francesco Mangiapane, 67 anni, di Palermo, l’imprenditore Giovanni Aveni, 68 anni, di Palermo, e la An.Sa srl, ritenuta dagli inquirenti riconducibile allo stesso Carmelo Vetro.
L’udienza preliminare e’ stata fissata per il 17 luglio davanti al gup Rosario Di Gioia. Secondo l’accusa, il gruppo avrebbe ottenuto affidamenti pubblici attraverso il pagamento di tangenti a funzionari regionali in relazione ai lavori nei porti di Marinella di Selinunte e Donnalucata e ad altri servizi collegati.
A Carmelo Vetro vengono contestate anche la detenzione di armi e l’aggravante di avere agevolato Cosa nostra. L’inchiesta e’ collegata a un precedente filone investigativo che aveva coinvolto anche l’ex manager della sanita’ Salvatore Iacolino, la cui posizione e’ stata separata e non rientra nella richiesta di rinvio a giudizio

