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Quirinale: chi sono i grandi elettori che voteranno il nuovo Presidente della Repubblica

Redazione 2

Quirinale: chi sono i grandi elettori che voteranno il nuovo Presidente della Repubblica

Dom, 23/01/2022 - 17:43

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Gli uomini sono 52 mentre le donne, in netta minoranza, soltanto 6; tra loro ci sono avvocati, ingegneri, docenti, medici.

Il piu’ giovane, Matteo Rancan, capogruppo della Lega nel Consiglio regionale dell’Emilia Romagna, a marzo compira’ 31 anni, il piu’ anziano e’ invece il governatore della Campania Vincenzo De Luca, nato nel 1949: sono i 58 delegati regionali chiamati a partecipare all’elezione del nuovo Presidente della Repubblica.

Al centrodestra il numero piu’ alto: fanno parte di questo schieramento 14 delegati della Lega, 8 di Forza Italia e 5 di Fratelli d’Italia cui si aggiungono Giovanni Toti (Coraggio Italia), Nello Musumeci (Diventera’ Bellissima) e Christian Solinas (Partito sardo d’Azione); ci sono poi due rappresentanti provenienti dalle fila dell’Udc. E’ invece il Pd a raccogliere, come singolo partito, il maggior numero di delegati: i dem saranno 20.

Al M5S vanno 4 grandi elettori regionali. A completare il quadro il presidente del Consiglio regionale del Trentino Alto Adige Josef Noggler (Sudtiroler Volkspartei) e il governatore della Valle d’Aosta Erik Lavevaz (Union Valdotaine), unico delegato della sua Regione cosi’ come previsto dal dettato costituzionale. In tutte le Regioni e’ stato rispettato lo schema – una prassi consolidata – che vede eletti il presidente della Giunta, quello dell’Assemblea regionale e un rappresentante dell’opposizione.

Nessun colpo di scena, dunque, nonostante l’auspicio di pochi mesi fa di Antonio Decaro, presidente dell’Anci e sindaco di Bari, di promuovere a grandi elettori anche i sindaci. 

La sua proposta e’ caduta, almeno per stavolta, nel vuoto, ma senza fare rumore. A far rumore sono state invece le polemiche scoppiate in alcune Regioni subito dopo l’elezione dei delegati: in Sicilia il presidente della Giunta, Nello Musumeci, ha raccolto meno preferenze, per l’esattezza 29, del presidente dell’Ars Gianfranco Micciche’ (FI) e del consigliere di opposizione Nunzio Di Paola (M5S), cui sono andati rispettivamente 44 e 32 voti.

Per questo, sulle prime, la sua reazione e’ stata durissima: alla minaccia di rassegnare le dimissioni per quello che lui stesso ha definito un “atto intimidatorio”, ha fatto seguito l’annuncio, poche ore dopo, dell’azzeramento della giunta. A un passo dalla spaccatura e’ pero’ arrivato il dietrofront. Forti tensioni hanno accompagnato anche la seduta del Consiglio regionale della Lombardia che ha eletto come delegati il presidente di Regione Attilio Fontana (Lega), il presidente del Consiglio regionale Alessandro Fermi (ex Forza Italia approdato a settembre nella Lega) e, a sorpresa, Dario Violi (M5S) anziche’ Fabio Pizzul, candidato del Pd dato inizialmente per favorito.

Le urne, infatti, hanno consegnato 22 preferenze a Violi (che sulla carta poteva contare su 10 voti) e 17 a Pizzul (che partiva, sempre sulla carta, da 14 voti): dunque a fare la differenza e permettere la vittoria del consigliere stellato sul capogruppo dem sarebbero stati i voti del centrodestra. Qualche discussione anche in Toscana dove la scelta dei candidati e’ stata preceduta da riflessioni sul rispetto delle quote di genere. A spuntarla, pero’, sono stati il presidente di Regione Eugenio Giani (Pd) e il presidente del Consiglio regionale Antonio Mazzeo (Pd).

Ed e’ un uomo – il portavoce leghista dell’opposizione Marco Landi – anche il rappresentante di minoranza. Tra i 58 le donne sono solo una manciata, 6 in tutto: spicca come unica governatrice Donatella Tesei (Lega), che per la sua Regione, l’Umbria, sara’ affiancata da Marco Squarta (FdI) e Fabio Paparelli (Pd). 

Le altre rappresentanti sono la dem leccese Loredana Capone (presidente del Consiglio regionale della Puglia), la riminese Emma Petitti (presidente del Consiglio dell’Emilia Romagna, e’ anche componente della cabina di regia nazionale sul contrasto alla violenza di genere), la consigliera campana di FI Annarita Patriarca, la grillina abruzzese Sara Marcozzi e la dem trentina Sara Ferrari.

E se per molti sara’ la prima volta tra i banchi dei grandi elettori, per qualcuno – come il dem Gianfranco Ganau, presidente del Consiglio regionale sardo nel quinquennio 2014-2019, e Vincenzo De Luca e Roberto Occhiuto, gia’ parlamentari – sara’ un bis e per qualcun altro, come per i governatori di Lazio e Veneto Nicola Zingaretti e Luca Zaia, addirittura un ter, dopo il 2013 e il 2015, nelle vesti di presidenti di Regione. Terza volta (ma prima da governatore) anche per il presidente del Friuli Venezia Giulia e della Conferenza delle Regioni Massimiliano Fedriga. Battesimo, invece, per i millennials Matteo Rancan, classe 1991, e Giacomo Possamai, nato nel 1990 e capogruppo del Pd in Regione Veneto: sono loro i piu’ giovani del gruppo.

I GRANDI ELETTORI, REGIONE PER REGIONE

ABRUZZO: Marco Marsilio (FdI), Lorenzo Sospiri (FI), Sara Marcozzi (M5S) BASILICATA: Vito Bardi (FI), Carmine Cicala (Lega), Roberto Cifarelli (Pd) CALABRIA: Roberto Occhiuto (FI), Filippo Mancuso (Lega), Nicola Irto (Pd) CAMPANIA: Vincenzo De Luca (Pd), Gennaro Oliviero (Pd), Annarita Patriarca (FI) EMILIA ROMAGNA: Stefano Bonaccini (Pd), Emma Petitti (Pd), Matteo Rancan (Lega).

FRIULI VENEZIA GIULIA: Massimiliano Fedriga (Lega), Piero Mauro Zanin (FI), Sergio Bolzonello (Pd) LAZIO: Nicola Zingaretti (Pd), Marco Vincenzi (Pd), Fabrizio Ghera (FdI) LIGURIA: Giovanni Toti (Coraggio Italia), Gianmarco Medusei (Lega), Pippo Rossetti (Pd) LOMBARDIA: Attilio Fontana (Lega), Alessandro Fermi (Lega), Dario Violi (M5S) MARCHE: Francesco Acquaroli (FdI), Dino Latini (Udc), Maurizio Mangialardi (Pd) MOLISE: Donato Toma (FI), Salvatore Micone (Udc), Andrea Greco (M5S) PIEMONTE: Alberto Cirio (FI), Stefano Allasia (Lega), Domenico Ravetti (Pd) PUGLIA: Michele Emiliano (Pd), Loredana Capone (Pd), Giannicola De Leonardis (FdI) SARDEGNA: Christian Solinas (Psd’Az), Michele Pais (Lega), Gianfranco Ganau (Pd)

SICILIA: Nello Musumeci (Diventera’ Bellissima), Gianfranco Micciche’ (FI), Nunzio Di Paola (M5S) TOSCANA: Eugenio Giani (Pd), Antonio Mazzeo (Pd), Marco Landi (Lega) TRENTINO ALTO ADIGE: Maurizio Fugatti (Lega), Josef Noggler (SVP), Sara Ferrari (Pd) UMBRIA: Donatella Tesei (Lega), Marco Squarta (FdI), Fabio Paparelli (Pd) VALLE D’AOSTA: Erik Lavevaz (Union Valdotaine) VENETO: Luca Zaia (Lega), Roberto Ciambetti (Lega), Giacomo Possamai (Pd).