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Caltanissetta, “Nessuna attività culturale programmata seriamente”: il grido d’allarme delle associazioni

Redazione

Caltanissetta, “Nessuna attività culturale programmata seriamente”: il grido d’allarme delle associazioni

Dom, 02/08/2020 - 09:02

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Caltanissetta, “Nessuna attività culturale programmata seriamente”: il grido d’allarme delle associazioni

Le associazioni scriventi rilevano con una certa preoccupazione che, nel quadro degli eventi che alla snocciolata l’assessora Marcella Natale sta comunicando sui giornali, sembra mancare una progettazione culturale degna di una città capoluogo. A maggio siamo stati chiamati a partecipare all’iniziativa #CaltanissettacèCultura sulla pagina FB della Biblioteca Scarabelli e, per quanto non ci fosse un palinsesto orientato verso un obiettivo definito, molti di noi hanno animato alcuni incontri. Oggi, qualche concerto in piazza o una serata di ballo organizzati senza un bando pubblico sono senz’altro benvenuti, soprattutto dopo un periodo che ci ha visti limitati nella socializzazione e nell’ordinarietà delle nostre vite, ma altro ci saremmo aspettati, proprio perché il tempo per programmare in modo condiviso, mettendo a frutto le risorse del volontariato culturale e sfruttando quanto è stato fatto negli anni per arricchire e dare lustro al panorama nisseno, non è mancato.

Forse quando ci siamo augurati che, dopo il freno di questi mesi, la città potesse svegliarsi in una nuova primavera di idee e proposte di qualità, ancora una volta ci siamo illusi. Ma si sa, chi si occupa di arte, di musica, di storia, di memorie, vive una dimensione parallela che distingue l’evento occasionale finalizzato al panem et circenses dal passo che tenta di lasciare un’orma nell’identità e nel pensiero collettivi, creando relazioni anche con altri territori in uno scambio fertile e sprovincializzante.

«Non ci sono soldi» è quanto viene predicato un po’ stucchevolmente. È ovvio che non ci siano denari in cassa, quando il bilancio del PEG-Cultura (circa 350.000 euro, negli ultimi anni finanziari) viene del tutto dirottato – nel silenzio dell’Assessore in carica – verso un fondo di emergenza che si aggiunge ai finanziamenti giunti in questi mesi da parte dello Stato nazionale e da parte della Regione. E quindi con poco stupore apprendiamo, sempre dai giornali, che nel Rendiconto di Gestione vi è una quota di avanzo di circa…350.000 euro che la Giunta sta pensando di impegnare per investimenti infrastrutturali. Intendiamoci: sistemare buche è meritorio e come cittadini ne saremo lieti, ma in quanto associazioni culturali ci sentiamo prese in giro dentro un alibi costruito scientemente. Si chiede il favore di svolgere attività gratuitamente, una parte delle spese resta in carico alle associazioni, la città è del tutto priva di una piena attivazione dei siti culturali (dal teatro Margherita al Museo d’arte contemporanea; da Palazzo Moncada all’ormai muto da più di un anno Centro Michele Abbate, un tempo sede della stagione teatrale dei Teatri di Pietra) e, soprattutto, manca completamente un percorso di senso in cui ci si senta incanalati come professionalità e come associazioni.

Tralasciamo il fatto che qualche settimana fa è apparsa la comunicazione dell’attivazione del Regolamento della partecipazione: anche in assenza di Consulte sarebbe stato possibile intraprendere percorsi partecipativi reali che mirassero ad una visione di città vitale e coesa, diretta verso un recupero del piacere di co-costruire spazi e progetti dove far abitare il bello e l’utile. Non vogliamo scambiare “eventi” con Cultura e ci auguriamo che neanche l’assessora lo faccia. Ma, anche in questo caso, a parte qualche riunione esplorativa, nulla di concreto è stato realizzato e non comprendiamo – in realtà da più di un anno – quale ruolo questa amministrazione voglia assegnare alla cultura, all’educazione, alle arti.

Non possiamo permetterci di farci scoraggiare, per cui le nostre attività continueranno (qui e altrove): ma il contesto non può essere quello dello scontro, della sufficienza o del silenzio. Non questo è ciò che merita una città che ha visto ben altre espressioni culturali, dialettiche e vivaci.

Alchimia – Giuseppe Giugno

Collettivo Letizia – Gianfranco Cammarata

Italia Nostra – Leandro Janni

Musicamente – Paola Gentile

Naponos – Diletta Costanzo

piùCittà – Piero Cavaleri

qal’at – Calogero Barba

SiciliAntica Caltanissetta – Stefania D’Angelo