Oggi la Giornata nazionale vittime lavoro: 3 al giorno in 2018

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Oggi la Giornata nazionale vittime lavoro: 3 al giorno in 2018 Manifestazioni Anmil in tutta Italia. Sindacati: numeri da strage Roma, 13 ott. (askanews) – Nel 2018 sono stati denunciati all’Inail oltre 645.000 infortuni, di cui 1.218 mortali, un dato quest’ultimo che, rispetto al 2017, ha visto un aumento di ben il 6%, con una media di oltre 3 morti ogni giorno. “Un bollettino che sta proseguendo, con la stessa gravità, anche nel 2019”. Queste le cifre ricordate dall’Anmil, l’Associazione nazionale fra lavoratori mutilati e invalidi del lavoro in occasione della 69esima Giornata per le vittime degli incidenti sul lavoro che viene celebrata oggi sotto l’Alto patronato del Presidente della Repubblica, con manifestazioni in tutta Italia. Nei primi otto mesi del 2019, le denunce di infortuni sul lavoro e malattie professionali sono state oltre 416.000, con 685 episodi mortali, leggermente inferiori rispetto ai 713 dello stesso periodo del 2018. Rispetto al 2018, spiega l’Anmil, “non possiamo tuttavia parlare di miglioramento del bilancio infortunistico, dal momento che il dato riferito al 2018 è pesantemente influenzato dal tragico crollo del Ponte Morandi e dagli incidenti stradali avvenuti a Lesina e Foggia, eventi che da soli avevano determinato ben 31 morti sul lavoro”. La manifestazione principale della Giornata si svolge quest’anno a Palermo. Il tema della sicurezza sul lavoro è uno dei punti su cui si è concentrata sin da subito l’attività del nuovo governo che ha annunciato l’intenzione di realizzare un ‘Piano strategico per la prevenzione di infortuni e malattie professionali’, cui ha fatto seguito la convocazione di un tavolo di confronto tra ministero del lavoro, ministero della salute e parti sociali. Iniziativa che l’Anmil, spiega l’associazione, “non può che condividere, ma che deve essere seguita a stretto giro da azioni concrete ed incisive che possano dare una scossa decisiva”. Maurizio Landini, segretario generale della Cgil, ha ricordato come negli ultimi dieci anni ci siano stati 17mila decessi, numeri “da strage”, ha detto. Come pure di vera e propria strage sul lavoro ha parlato il numero uno della Cisl, Anna Maria Furlan che ha chiesto al governo “provvedimenti urgenti e straordinari”.

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