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Polo Civico E Comitati di Quartiere: “Acqua pubblica, un sogno svanito”

Redazione

Polo Civico E Comitati di Quartiere: “Acqua pubblica, un sogno svanito”

Gio, 01/12/2016 - 17:38

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CALTANISSETTA – RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO. ACQUA PUBBLICA, UN SOGNO SVANITO LA PRESIDENZA DELLA REGIONE SICILIA VERIFICHI I PRESUPPOSTI CONTRATTUALI DELLA CONVENZIONE CON SICILIACQUE S.P.A. SULLA GESTIONE DEL SISTEMA IDRICO INTEGRATO REGIONALE . Resta disattesa ancora oggi la normativa prevista dall’art.6 della Legge regionale n.19/2015, che prevede la possibilità in capo al Presidente della Regione , di poter avviare il potere di recesso dalla convenzione con Siciliacque S.p.a., ed in ogni caso di avviare la procedura per la revisione della stessa, per adeguarla ai principi generali dell’ordinamento giuridico statale e comunitario, diretti a garantire la possibilità di accesso all’acqua secondo criteri d economicità, efficienza, efficacia e solidarietà, in quanto l’acqua è bene primario. Altro punto, tutt’ora inevaso, è la norma prevista dall’art.12 della stessa legge regionale, nella parte in cui prevede la nomina delle commissioni tecniche presso gli Ato commissariati, allo scopo di verificare l’ottemperanza del contratto, sulla base delle convenzioni stipulate in conformità alla normativa stessa. Sorge un dubbio: le commissioni tecniche che avrebbero dovuto essere costituite entro 90 giorni dall’entrata in vigore della legge, avrebbero dovuto relazionare in merito alle eventuali inottemperanze degli enti gestori di diritto privato, consegnando relazioni tecniche al Presidente della Regione, allo scopo di poter procedere alla risoluzione anticipata delle convenzioni, nei casi di evidente violazione contrattuale. Niente di tutto questo è stato fatto. Non sappiamo il perché e se ci sono dietro ragioni a noi ignote. Anche a causa di questo stato di fatto, nella provincia di Caltanissetta, le tariffe negli anni dal 2007 al 2009, sono state approvate dall’Ato idrico (dall’assemblea dei sindaci) e dal 2010 al 2016, dai vari commissari protempore. Tutto ciò anche se ufficialmente l’Ato idrico risulta essere commissariato dall’01.01.2013. Ciò ha determinato che le tariffe del servizio idrico a Caltanissetta hanno subito continui aumenti: – anno 2007, tariffa con un minimo di 120 metri cubi a contatore; – anni dal 2008 al 2015 aumenti compresi tra il 90.36% del primo blocco, al 121,46% del quarto blocco; – anno 2016 altro aumento del 5,6% della tariffa sia sulla quota fissa che sulla quota variabile; – dal 2013 al 2016 le tariffe sono state aumentate su disposizione deliberative dell’AEEG-SI. Canone (quotra fissa) a contatore: – è stato introdotto nell’anno 2008 per € 60,00 ed è rimasto tale sino al 2012. – lo stesso canone, in soli tre anni dal 2013 al 2016, ha raggiunto € 89,28 (quasi il 50% di aumento escluso IVA). Depurazione delle acque reflue. Notizia il gestore Caltaqua S.p.A. che deve rimborsare oltre 900.000 Euro, a favore di 2754 utenti soltanto nel comune di Caltanissetta e dopo un anno non ha ancora ultimato le verifiche e concluso l’iter di restituzione. pag. 1/2 Il gestore Caltaqua S.p.A. ha introitato per circa 10 anni le somme indebitamente incassate dagli utenti non serviti dalla depurazione ed, ancora, non ha osservato quanto prescritto dalla sentenza della Corte Costituzionale n.335/2008 e dal D.M. 29/9/2009 che prevedeva che il gestore dovesse pubblicizzare sul sito web istituzionale le vie servite e quelle non servite dalla depurazione. Va evidenziato che gli aumenti, sopra indicati, risultano esorbitanti a fronte di un servizio non regolarmente effettuato in capo a: depurazione delle acque reflue non eseguita; erogazione dell’acqua ogni due/tre giorni, con interruzioni continue, nonostante il contratto prevedesse l’erogazione h 24 entro 5 anni dalla stipula dello stesso contratto (scaduti nel luglio 2011). Si segnala che Caltaqua S.p.A. non ha rispettato quanto previsto dal contratto di assegnazione che prevedeva investimenti adeguati per il rifacimento della rete idrica allo scopo di evitare continue interruzioni dell’erogazione per rotture e guasti: ciò avrebbe consentito la diminuzione dei costi di gestione e quindi la diminuzione delle tariffe agli utenti. Nel 2013 l’Ato idrico ha aumentato le tariffe del 13% ed il canone del 20.50% ( da € 60 a € 72,56). Va evidenziato che la Regione è socia di Siciliaque S.p.A. al 25% e il 75% è posseduto dalla società francese VEOLIA . Da quanto sopra esposto emerge in modo chiaro la latitanza delle istituzioni per quanto riguarda i problemi dell’acqua pubblica e del Sistema Idrico Integrato, a cominciare dalla Presidenza della Regione e degli assessorati competenti in materia, e l’assenza del ruolo degli Ato Idrici di vigilanza e controllo nei confronti dei gestori e delle aderenze contrattuali di società che agiscono in evidente regime da monopolista. I cittadini attraverso questi comitati spontanei chiedono con fermezza a tutti gli Organi Istituzionali di voler prendere atto della drammaticità del problema e di volerlo affrontare e risolvere, anche perché rappresenta una richiesta corale ed unanime dell’intera popolazione come ha ampiamente dimostrato la partecipazione massiccia dei cittadini al referendum sull’acqua. Non è mai troppo tardi per intervenire e per fare in modo che l’acqua della Sicilia venga gestita dai siciliani e che non siano gli stranieri a venderci la nostra acqua.

Comitato beni comuni ed acqua pubblica Caltanissetta

Comitati dei Quartieri di Caltanissetta

Tavolo tecnico dell’acqua del Polo Civico(Cives3.0)

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