Salute

Mussomeli, avvelenamento da funghi non mortali

Carmelo Barba

Mussomeli, avvelenamento da funghi non mortali

Gio, 22/12/2016 - 18:00

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MUSSOMELI – Disavventura a lieto fine per una giovane coppia di fidanzati che grazie alla professionalità di medici ed infermieri del “Maria Immacolata-Longo” (col supporto di un esperto esterno), ha superato senza gravi conseguenze un avvelenamento da funghi per fortuna non letali. L’altra notte infatti, dopo avere consumato un’abbondante cena a base di funghi raccolti dal papà della ragazza in contrada Castello, i due giovani hanno cominciato a stare male e quindi sono stati accompagnati al Pronto soccorso. I sanitari di turno hanno chiesto il supporto dell’internista di Medicina e dell’anestesista, quindi hanno proceduto alle cure del caso.  Il più grave era il ragazzo che presentava evidenti sintomi di quella che in medicina è nota come sindrome muscarina, superata appunto grazie alla professionalità del personale ospedaliero che tuttavia, non essendo esperto in micologia, ha dovuto ancora una volta, fare ricorso alla consulenza esterna (e gratuita) di un appassionato ed esperto di funghi. A lui i sanitari si sono quindi rivolti in piena notte per individuare con ampio margine di certezza il tipo di funghi ingeriti e quindi per meglio capire il tipo di evoluzione che l’intossicazione avrebbe avuto. E l’esperto, un mussomelese di mezza età, s’è prontamente prodigato ad individuare i funghi in questione, a seguito delle descrizioni e del luogo dov’erano stati raccolti, mostrando poi anche la foto. In pratica si sarebbe trattato di funghi noti come Clitocybe dealbata che nonostante l’aspetto invitante (sembrano dei prataioli), sono decisamente da evitare, poiché contengono un’elevata quantità di muscarina che provoca intossicazioni anche gravi. In pratica a distanza di poche ore dall’ingestione (2/3 ore circa) insorgono disturbi gastrointestinali quali nausea, vomito, diarrea, dolori epigastrici e soprattutto sudorazione profusa finanche dal naso, disidratazione, tremori, brividi, ipotensione e a volte anche un collasso cardio-circolatorio. Il veleno è appunto la Muscarina, che agisce sul sistema nervoso neurovegetativo e seppure raramente si tratta di intossicazioni pericolose per la vita,  vanno subito trattate, come è appunto avvenuto in ospedale, somministrando antidoti efficaci come l’atropina. La giovane dopo il trattamento e l’osservazione è stata dimessa, mentre il ragazzo che presentava un sintomatologia più grave, a scopo precauzionale è stato trasferito all’ospedale di Canicattì. Come sempre valgono le raccomandazioni di non consumare mai funghi della cui genuinità non si è sicuro al 100%. E in casi di sintomatologie post prandiali, di rivolgersi subito al più vicino ospedale.(FONTE; LA SICILIA R.M.)

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