CALTANISSETTA – RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO. Non bastano le parole rassicuranti, non bastano le promesse di nuovi e produttivi investimenti, non bastano le iniezioni (direi piuttosto le supposte !) di fiducia che vengono ammannite dall’alto di un esecutivo monopolizzato da una sola persona che si rifiuta, malgrado le parole, di ascoltare, di credere, di sperare ma pretende che il popolo accetti le parole, ascolti il predicozzo quotidiano e creda senza riflettere.
La crisi c’è e basta !
L’alternativa a tale crisi non dimora nella pia illusione di ciò che si ascolta, bensì nella cruda e nuda realtà di tutti i giorni.
Si percepisce una realtà che viene ignorata o sottovalutata, ma ben rappresentata dal distacco del paese reale da quello ufficiale che chiede una fiducia che non sa trasmettere, sopraffatta dalle sue stesse paure e infagottato nei suoi intrighi che vorrebbe passare per fervide attività di governo.
Ci mancava solo il referendum per dilatare l’attuale palude elettorale che divide la nazione e dovrebbe, almeno nelle intenzioni, catalizzare l’attenzione distraendosi dalla realtà.
Il popolo elettore, che l’attuale Costituzione indica come il solo detentore del potere , opera e agisce secondo il proprio convincimento, rallentando i consumi per accrescere i risparmi, come fonte di una sicurezza che non riceve dalle Istituzioni. Si materializza una inversione di tendenza, dove l’esistere, il sopravvivere diventa più urgente del credere e sperare.
Siamo precipitati dal pianeta delle idee, dei valori solidali, che permisero allItalia di rialzarsi dopo la rovinosa caduta della seconda guerra mondiale, alla piccola bancherella dei rigattieri della politica che hanno invertito le motivazioni che favorirono una ripresa suggerendo i termini che la storia ci tramanda come miracolo economico. Allora fu l’affermazione di una realtà concentrata in una ancestrale convinzione di fedeltà al risparmio, che è stata penalizzata dalla nuova tendenza che ha generato i poteri forti che alla fedeltà al risparmio ha contrapposto l’esaltazione del nuovo capitalismo sostenuto dai banchieri, dai costruttori e dai finanzieri; il salvataggio delle banche a spese e danno dei piccoli risparmiatori ne è la prova che penalizza il welfare dellintero popolo italiano, a vantaggio di quel 10% della popolazione che possiede il 60% della ricchezza nazionale.
La sbronza di consumismo imposta dai disastrosi governi Berlusconi, è finita nel fallimento, mentre l’artefice tenta di riprendere terreno profittando della generale confusione di idee. Il popolo italiano è tornato al risparmio dopo un ventennio dominato dalla finanza creativa del duo Berlusconi/Tremonti; risparmio che non significa sacrifici e rinunzie, bensì certezze sul futuro. I fautori del consumismo non accettano tale virata, perché penalizza i loro affari non sempre limpidi.
Ora lo stesso Berlusconi vuole far perdere il suo ex-pupillo, invitando a votare NO alle prossime consultazioni per la riforma costituzionale; è l’occasione buona per mr. Ex-Tutto, di obbligare Renzi ad accogliere lappoggio di FI per rimanere al governo. Ma non basterà perché il peso specifico di FI non supera il 10% dei consensi, rimanendo arenato tra il 7 e l’8%, per cui a Renzi non resterebbe altro che dimettersi e portare lItalia alle urne. Votando SI si potrebbero scombussolare i piani del pregiudicato e relegarlo nella sua insignificante percentuale.
Rosario Amico Roxas

