PALERMO – Rosario Crocetta ci riprova. Ieri non era bastato il faccia a faccia con il neo segretario regionale del Pd Fausto Raciti per blindare alleanza e riforma delle province. La debacle sulle citta’ metropolitane, complice anche una pattuglia di franchi tiratori e di assenti, lo ha spinto a riunire oggi i capigruppo della maggioranza alla Presidenza della Regione prima della seduta d’Ars. Un serrato confronto conclusosi con l’impegno a serrare le fila per condurre in porto il ddl, recuperando il brutto passo falso di ieri attraverso l’approvazione dell’articolo 7 che di fatto istituisce le aree metropolitane. “Codardi”, ha etichettato quanti nascondendosi dietro il voto segreto avevano sabotato la riforma. Poi ha fatto intendere che se non passa e’ pronto a tutto, anche a mandare tutti a casa e in questo caso il passo propedeutico sarebbero le sue dimissioni. Un messaggio rivolto anche anche all’opposizione: “Chi cerca un’apertura verso di noi deve pensarci adesso, dopo il voto non sara’ piu’ possibile”. Infine, lo stop a ogni altra questione, a partire dal ricambio in giunta: “Non parlatemi di rimpasto”, ha sibilato nel pomeriggio.
Il governatore sa, infatti, di giocarsi sul disegno di legge in discussione in Assemblea, la tenuta della sua maggioranza e dunque il futuro del suo governo e non vuole restare prigioniero dei suoi inquieti alleati. “Se qualcuno pensa di potermi fare cambiare idea trincerandosi dietro il segreto dell’urna sbaglia di grosso – ha gia’ avvertito via Facebook – io non arretro di un solo millimetro e portero’ avanti le riforme. Se sara’ possibile, va bene, altrimenti quando non sara’ piu’ possibile vuol dire che ci sono dei parlamentari che si sono stancati di stare all’Ars. Se qualcuno pensa di giocare allo sfascio e che io debba subire questo sfascio, sappia che sta facendo male, anzi molto male i suoi calcoli. Sono pronto a ogni sfida”. “A questo punto ognuno si assuma le proprie responsabilita’: tutti i deputati, di opposizione e di maggioranza, abbiamo il coraggio delle loro scelte e rinuncino al voto segreto”, e’ stato l’appello di Baldo Gucciardi, capogruppo Pd all’Ars, a proposito del ddl sulle Province.


