ROMA – “Bisogna accompagnare, non condannare, quanti sperimentano il fallimento del proprio amore”. Lo ha detto Papa Francesco nell’omelia di questa mattina alla Domus Santa Marta. Il Pontefice ha ricordato le parole del Vangelo sul matrimonio: “farsi una sola carne”. Ma, ha aggiunto, quando “questo amore fallisce, perche’ tante volte fallisce, dobbiamo sentire il dolore del fallimento, accompagnare quelle persone che hanno avuto questo fallimento nel proprio amore”.
“Non condannare! Camminare con loro! E non fare casistica con la loro situazione”, ha esortato Francesco. La richiesta di non far scivolare nella casistica il livello del dibattito sui divorziati risposati era stato rivolto da Bergoglio ai cardinali riuniti la settimana scorsa in occasione del Concistoro Straordinario che ha avviato il percorso sinodale articolato in due anni (e due Sinodi) per arrivare a una soluzione del problema della riammissione dei divorziati risposati all’Eucaristia.
“Dietro la casistica – ha rilevato il Pontefice – c’e’ sempre una trappola contro di noi e contro Dio”. I dottori della legge cercano di porre delle trappole a Gesu’ per “togliergli l’autorita’ morale”, ha ricordato Papa Francesco osservando che “i farisei si presentano da Gesu’ con il problema del divorzio”. Il loro stile, ha rilevato il Papa, e’ sempre lo stesso: “la casistica”. “E’ lecito questo o no? Sempre il piccolo caso. E questa – ha avvertito Bergoglio – e’ la trappola: dietro la casistica, dietro il pensiero casistico, sempre c’e’ una trappola. Sempre! Contro la gente, contro di noi e contro Dio, sempre!”
. “Alla domanda ‘e’ lecito ripudiare la propria moglie?’ – ha spiegato – Gesu’ rispose domandando loro cosa diceva la legge e spiegando perche’ Mose ha fatto quella legge cosi’. Ma non si ferma li’: dalla casistica va al centro del problema, proprio ai giorni della Creazione”.

