Non c’è tempo da perdere. La città, oramai in balia delle frane, corre un rischio enorme e soprattutto gli ultimi dissesti idrogeologici hanno messo in pericolo persino i monumenti simbolo della città, come il Castello Manfredonico. Ad appurarlo i tecnici della Protezione civile regionale e i colleghi che lavorano al Pai, il Piano di assetto idrogeologico alle dipendenze dell’Assessorato regionale al Territorio giunti venerdì mattina per una visita urgente sui luoghi emblema del disastro idrogeologico di cui è vittima Mussomeli. La visita è stata condotta da un’equipe di esperti composta da geologi e geometri come Antonio Bruccoleri, Salvatore Madonia, Carmelo Sammartino, Angelo Montoro, Domenico Borrelli e Calogero Geraci. A preoccupare maggiormente, le condizioni del maniero e il fronte della frana che sta seriamente minacciando le villette dirimpetto la chiesa della Trasfigurazione. “Il sopralluogo in corrispondenza della rupe sulla quale sorge il Castello Manfredonico- hanno scritto nella relazione i tecnici- ha evidenziato un ampliamento del fronte di crollo con conseguente estensione dell’area di pericolosità con il coinvolgimento di un fabbricato di civile abitazione per il quale l’Amministrazione comunale ha emesso specifica ordinanza di sgombero”. A parte i termini propri della relazione, l’assessore alla Protezione civile Enzo Nucera, padrone di casa, aggiunge qualcosa in più. “La nostra paura è che si venga a determinare un effetto domino. I crolli potrebbero ripetersi. La situazione è davvero seria. Se non si interverrà immediatamente si rischierà il peggio”. Il Castello perciò è in pericolo. Gli stessi tecnici ieri mattina hanno poi visitato via Coppi, proprio dinanzi la nuova parrocchia della Trasfigurazione. “E’ stato rilevato un fenomeno di dissesto di tipo scorrimento poco profondo- si legge ancora nella relazione- che lambisce la parte di valle dell’edificio della cooperativa “La Fenice”. L’edificio attualmente non è interessato dal fenomeno gravitativo ma manifesta un modesto quadro fessurativo. In ogni caso, il contenimento del giardino adiacente allo spigolo del fabbricato risulta coinvolto nel dissesto”. Gli esperti si sono trovati d’accordo nell’opportunità “di provvedere alla regimentazione e allontanamento delle acque di origine meteorica che, attualmente, ruscellando si riversano direttamente nel corpo di frana”. Nella stessa mattinata, un terzo sopralluogo ha avuto come oggetto d’attenzione la strada “Cordovese- Fondo Valle”. In definitiva, è stato deciso di porre Mussomeli sotto la lente, di monitorare costantemente l’evoluzione di ogni singolo caso, annunciando che sono già in corso le procedure di aggiornamento del vigente Piano di assetto idrogeologico, chiedendo infine all’Amministrazione comunale di tenere sotto strettissima osservazione i tre punti critici.
L’allarme dei tecnici della Regione: “Rischio crolli per il Castello di Mussomeli”
Lun, 24/02/2014 - 07:27
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