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Il sindacato di Polizia UGL: “Vertici della Questura di Caltanissetta incapaci nelle relazioni sindacali”

Redazione

Il sindacato di Polizia UGL: “Vertici della Questura di Caltanissetta incapaci nelle relazioni sindacali”

Dom, 23/02/2014 - 18:19

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imageIl Questore di Caltanissetta ha contestato al nostro Segretario Vicario Provinciale di Caltanissetta, Fabio FAZZI, la sanzione della pena pecuniaria, per aver svolto volantinaggio sindacale nelle ore di lavoro, presso la Centrale Operativa. Il fatto, naturalmente, è vero nella misura in cui rappresenta il normale esercizio delle libertà sindacali (art. 26, L.300/70), consistendo, in realtà, nell’occasionale consegna di un solo comunicato, in un momento in cui il nostro Fabio si trovava, per motivi attinenti al suo lavoro, presso la Centrale Operativa.

La ragione di una tale deprecabile azione trova radice nel fatto che il nostro Sindacato, da tempo, è impegnato contro le scelte palesemente illegittime ed anticontrattuali che il Dirigente della Stradale ed il Questore di Caltanissetta ci impongono ed impongono ai colleghi, forti dell’appoggio di un cartello di Sindacati, ad essi affiliato ed a noi contrapposto per modus pensandi et agendi!

Ultimamente, abbiamo dato molto “fastidio” alla dirigenza ed a quelle Sigle, che, di fronte alla nostra trasparenza politica, stanno perdendo la fiducia dei colleghi che, sempre più numerosi, vanno riconoscendoci stima e consensi. L’artefice primo di questo bel cambiamento è proprio Fabio FAZZI, congiuntamente ad altri validissimi componenti la Segreteria, che, per questo motivo, ha sempre rappresentato un continuo bersaglio da parte dei nostri oppositori.

Quella prospettata è l’estrema sintesi di una situazione gravissima e delicatissima che dura da anni, dalla quale siamo sempre usciti vincenti, ma che oggi, purtroppo, ci vede colpiti in una delle nostre figure più rappresentativa della Questura di Caltanissetta.

Naturalmente, della delicata circostanza, abbiamo dovuto investire il Capo della Polizia, a cui, tra le tante riflessioni manifestate e le censure sollevate a così dispotici atteggiamenti, è stato ribadito che la contestazione del Questore è strumentale ad un disegno punitivo preordinato e funzionale ai sensi di rivalsa che il Dirigente la Polstrada e il cartello sindacale a noi contrapposto nutrono contro l’U.G.L., a causa delle nostre decise opposizioni alle scandalose scelte operative da questi promosse e poi adottate, quali la soppressione, nella giurisdizione del Capoluogo, della vigilanza stradale nella fascia notturna. A dimostrazione di ciò, non sembri una coincidenza, il fatto che la querelle nasce e viene inizialmente gestita nell’ambiente della Polizia Stradale!
L’intera vicenda, quindi, sembra cucita addosso al nostro Segretario Vicario, affinché possa espiare, anche in termini di pubblico ludibrio, le “colpe” del suo perbenismo e dell’appartenenza ad un Sindacato “scomodo”, perché intellettualmente corretto!
È arrivato il momento che le vessazioni, le ingiustizie, i timori dei colleghi, il malessere percepito negli Uffici cedano il passo all’equilibrio, alla buona amministrazione! È l’ora in cui, inoltre, venga messa al bando l’incapacità sostanziale dei massimi Dirigenti di confrontarsi dialetticamente con noi, surrogata, fino ad oggi e nella gran parte dei casi, dal più facile esercizio di una gerarchia interpretata solo in senso impositivo! Per questi motivi, la Segreteria Regionale dell’U.G.L. Polizia di Stato, proclamato lo stato di agitazione fino alla definizione della controversia, sanabile solo con il proscioglimento dall’accusa ingiustamente mossa al nostro Segretario Vicario, ed interrotto ogni rapporto di tipo negoziale con i rappresentanti dell’Amministrazione nissena, ha indetto una pubblica manifestazione, per la mattinata del 26 febbraio prossimo, davanti alla Questura di Caltanissetta, che vedrà coinvolti i colleghi, provenienti dalle nove Province siciliane, la cittadinanza, le forze politiche che stanno sostenendo la nostra causa, nonché gli Organi di Stampa. La protesta avrà la finalità di affermare la sovranità del diritto alla libertà di parola, di espressione del proprio pensiero e della pratica delle libertà sindacali, nel suo soggettivo ed oggettivo esercizio.

IL SEGRETARIO NAZIONALE

Romano AMICO

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