CALTANISSETTA – In data 19 Febbraio 2014 una delegazione regionale di questa Organizzazione Sindacale ha effettuato una visita sui luoghi di lavoro relativo all’Istituto Penitenziario Nisseno.
Accompagnati dal Direttore dell’Istituto e dal Comandante di Reparto sono stati investiti all’esercizio disciplinato dall’art. 5 comma 6 e 5 del vigente A.Q.N. i reparti detentivi ed altri settori dell’Istituto. La struttura si presenta fatiscente anche se parte della stessa è attualmente in fase di ristrutturazione come la Caserma Agenti e l’attigua Mensa.
Duole purtroppo evidenziare una caotica organizzazione del lavoro in particolar modo per quanto concerne l’articolazione dei turni di servizio, non funzionale ed omogenea. Difatti nonostante una cospicua presenza effettiva di personale di Polizia Penitenziaria appartenente al ruolo degli Ispettori, la stessa non viene assicurata in tutti i turni di servizio. Tale deprecabile inconveniente si riverbera irrimediabilmente sul personale appartenente al ruolo degli Agenti/Assistenti che frequentemente eseguono la funzione di Sorveglianza Generale, soprattutto nelle ore notturne, con un manifesto ovvio aggravio di responsabilità, non attinenti alla qualifica rivestita.
Si rammenta che tale contesto è illegittimo ed arbitrario comunicando sin da ora alla S.V. che nel persistere l’Amministrazione Locale di Caltanissetta con tale condotta inottemperante, questa O.S. sarà costretta sarà a sospendere le relazioni sindacali con la simultanea proclamazione dello stato di agitazione del personale.
Altresì ancora una volta purtroppo, possiamo rilevare come in altre realtà siciliane la pericolosa circostanza cui si trova ad operare la Polizia Penitenziaria, una tipologia di lavoratori impergolata da sempre, su uno dei fronti più scottanti dell’Amministrazione Statale.
Si tratta di uomini e donne sobbarcati quotidianamente nell’inesplicabile incombenza di garantire l’ordine e la sicurezza all’interno degli Istituti penitenziari, ma anche di concorrere con la loro presenza e con il loro lavoro, a costruire quello status utile al reinserimento sociale dei ristretti. Oggi a sovraccaricare ed acuire la situazione, l’attuazione della cosiddetta “Vigilanza Dinamica” (Sentenza Torreggiani) con condizioni di lavoro al limite dell’umana condiscendenza, con turni logoranti per l’annosa carenza degli organici, quando spesso un solo agente sorveglia un’intera o piu’ sezioni detentive dove sono presenti centinaia di detenuti.
Reputiamo e ribadiamo che al personale di Polizia Penitenziaria vada concentrata un dedizione esclusiva e determinata da parte dell’Amministrazione Penitenziaria. Da ultimo, sottolineiamo che gli ultimi provvedimenti emanati con il Decreto “Svuota Carceri” indulto mascherato, non solo non gioveranno ad impreziosire le condizioni di lavoro del personale di Polizia Penitenziaria ma all’inverso, ne avviliranno oltre modo la moralità professionale.
PER LA SEGRETERIA REGIONALE
DELEGATO REGIONALE SAPPE
Vincenzo MATTINA

