Caltanissetta, la casa di Michele Tripisciano: rudere abbandonato, la denuncia di un nisseno

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ImmagineCALTANISSETTA – La casa, dove nacque e morì Michele Tripisciano, è un rudere abbandonato, devastato dal degrado. Il vergognoso “fatto” è denunciato alla nostra testata dal nisseno Angelo Sole che si è recato in visita presso quel luogo: ai suoi occhi si è presentato uno spettacolo indegno. Ha scritto una breve nota, corredandola di uno scatto “molto significativo”.In via Ciantro Marrocco, al civico 32 di Caltanissetta, c’è ancora la casa, con la porta in legno originale semiaperta, dove nacque e morì Michele Tripisciano. Dopo la sua morte, avvenuta il 21 settembre del 1913, a soli 53 anni,  a causa di una broncopolmonite, fu seppellito nella cappella gentilizia del suo benefattore, il barone Lanzirotti. Noi di Caltanisetta dovremmo essere onorati di avere posseduto in casa un grande artista, invece nel piccolo mondo nisseno l’artista è quasi sconosciuto. Purtroppo, sia i politici del passato sia quelli del  presente non possiedono un’adeguata cultura delle belle arti. Sarei contento di poter dire “Non è colpa loro”, ma non è così. In questi giorni mi sono  recato nella casa dell’artista. Immaginavo che l’immobile fosse stato ristrutturato dal comune, che l’ha acquistato nel 2004, come di solito avviene, invece mi sono trovato all’interno di un tugurio. Uno scatto fotografico testimonia lo stato di degrado in cui si trova l’immobile. A cominciare dal cortiletto d’ingresso alla casa dell’artista, la cui pavimentazione è coperta da una vegetazione spontanea che testimonia come nessuno si è mai recato all’interno per la pulizia. Che dire per l’interno della casa; non trovo le parole per una reale descrizione. E’ vero che all’artista è stato dedicato un museo, ma perché non ristrutturare la casa? Possibile che i funzionari del comune e quelli della soprintendenza alle belle arti non si siano mai accorti di questo degrado. Eppure la casa di Tripisciano è un luogo che potrebbe interessare ai turisti che conoscono meglio di noi l’artista. Gli agrigentini hanno saputo fare meglio con la casa del loro “Pirandello”.

Angelo Sole

 

3 Commenti

  1. Questa è musica per la Pro Loco …….. che anziché mettere in mostra i calchi in gesso o qualche opera del Tripisciano , dovrebbe dapprima studiarne a fondo il personaggio e le origini , dopo crearne una casa museo , accessibile ai cultori dell’arte e della nostra storia . Ben dice Angelo Sole e lo ringraziamo per avere posto in evidenza questo degrado che , sicuramente non è il solo , prendiamo esempio dalla vicina Agrigento per quel che ha fatto per Pirandello , meta giornaliera di turisti . Se vogliamo valorizzare il Centro Storico questo è il punto di partenza , dopodiché ci si adoperi per la ristrutturazione di altri siti e si crea un percorso naturale , si sfruttino le innovazioni tecnologiche per far conoscere le nostre bellezze e dopo parliamo di turismo , perché così facendo turisti a Caltanissetta non se ne portano , ma manteniamo Enti improduttivi , preposti solo a far mostre banali che , potrebbero svolgersi presso Associazioni culturali a costo zero e nulla hanno a che vedere con la nostra storia e cultura . Complimenti e ringrazio anche a Salvatore che ci ha ricordato altri noti personaggi nisseni .

  2. Che bellezza, vero e’ che siamo in crisi, toccherebbe intanto fare conoscere ai giovani nisseni chi era Michele Tripisciano, cui peraltro è anche dedicata una piazza del centro storico con tanto di mezzo busto. Nisseno che lavora a Roma, amante della città , rammento ai concittadini che il Tripisciano, tra le varie opere, ne ha realizzata una che si trova in uno dei punti più belli della capitale, all’inizio di viale Trastevere proveniendo dal lungotevere. Trattasi del monumento al famoso Trilussa, poeta amatissimo dai romani e non solo da essi. Chi venne prescelto per la realizzazione del monumento? Il nostro Michele Tripisciano, qualcosa vorrà significare o no? Sarebbe il momento di fare rammendare ai giovani nisseni i suoi illustri cittadini, per svegliare un poco le membra encefaliche che risveglino un po’ di cultura, basterebbe utilizzare la “rete” per chiedere chi siano i vari Tripisciano, Gaetano Costa, Antonino Caponnetto, Giuseppe Gabrielli, Luigi Vannucchi, Giuseppe Frattallone, Salvatore Sciascia, Rosso di San Secondo, Maddalena Calafato ed altri per i quali mi scuso per la mancata citazione. Svegliamoci da questo torpore almeno riscoprendo la cultura, ricordando che nell’800, quando il benessere era per pochi, i teatri (quale migliore sensore di cultura) abbondavano ed erano pieni. Abbiamo la possibilità di sceglierci chi governa la città , contrariamente a quando, anni 80, avevamo sindachi (direbbe il grande Totò ) venuti da chissà dove è che tanto conoscevano ed hanno fatto per la città . Scusate lo sfogo ma quando vedo la nostra terra così ridotta dai vari mafiosi ai quali si accodavano politici del c. Mi viene il magone.

  3. la cultura x l ‘assessore è un qualità da esprimere in maniera gratuita. incredibile.pero poi concede alle acli il m abbate x fare cosa non si è capito anzi si …..i fatti propri a gratis. sfacello e arroganza di questa amministrazione gestita da bimbi vestiti da grandi.

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