Christopher Nolan ha girato parte del suo “The Odyssey” tra Favignana e le Eolie. Netflix ha scelto i Calanchi di Centuripe, in provincia di Enna, per “Il Gattopardo”. “Indiana Jones e il Quadrante del Destino” ha attraversato Siracusa, Segesta e Cefalù. Da anni la Sicilia non è più solo uno sfondo per il cinema americano: è diventata un set ricorrente, ambito, rivendicato.
Non è però soltanto il paesaggio a colpire chi arriva da oltreoceano. Il cibo, la moda, l’arredo: la cultura materiale italiana viaggia insieme alle location, e in certi casi le supera in visibilità. Nell’immaginario pop americano, tra red carpet e interni di celebrità, capita sempre più spesso di imbattersi in prodotti italiani: basti pensare all’enorme successo del Camaleonda, il divano degli anni ’70 che ora compare nelle case dei personaggi famosi di tutto il mondo.
Da Nolan a White Lotus: la Sicilia conquista lo schermo americano
Il capitolo più citato di questa ondata resta “The White Lotus”, la serie antologica HBO creata da Mike White, arrivata alla sua seconda stagione nel 2022 con un cambio di scenario: dal resort immaginario si passa al San Domenico Palace di Taormina. Sette episodi, andati in onda tra novembre e dicembre di quell’anno, applauditi dalla critica (94% di recensioni positive su Rotten Tomatoes) e premiati con un Golden Globe e uno Screen Actors Guild Award come miglior cast.
Tra le protagoniste, nei panni della manager dell’hotel, c’è Sabrina Impacciatore, attrice italiana che per quella interpretazione ha vinto un Golden Globe e un Critics’ Choice Award. Alla stagione siciliana è legato anche un altro primato: i casting director italiani Francesco Vedovati e Barbara Giordani hanno vinto l’Emmy per il miglior casting in una serie drammatica, mai accaduto prima per due professionisti italiani.
Ecco quali mobili di design italiano compaiono in White Lotus
Al di là dei numeri, a colpire è stato anche il lavoro sugli interni, quasi interamente firmato da marchi italiani. Gli arredi su misura del San Domenico Palace sono firmati Poliform Contract, su progetto dell’architetto Valentina Pisani. Tra gli altri arredi di design italiano che compaiono nella seconda stagione di The White Lotus:
- Nella sala comune dell’hotel siciliano si trovano un set di poltrone Mad King, disegnate da Marcel Wanders per Poliform, e una coppia di celebri lampade da terra IC Lights, firmate da Michael Anastassiades per Flos.
- Nelle suite dell’hotel White Lotus spicca la poltrona Segno, disegnata dallo storico Studio Pininfarina per Reflex.
- Il cortile ospita una serie di tavolini da caffè Leaf, firmati da Gordon Guillaumier per Roda, e la poltrona club Ahnda, unico pezzo non italiano della selezione: è infatti prodotta dal marchio tedesco Dedon.
- A bordo piscina si notano gli ombrelloni Pagoda di Crema Outdoor: un’azienda che produce interamente in Italia da cinque generazioni.
A questo assetto reale dell’hotel, arricchito da opere e antiquariato originali dell’ex convento, la produzione ha aggiunto ulteriori arredi scelti dalla production designer Cristina Onori, che ha fatto sourcing in giro per l’isola. Le ceramiche colorate che compaiono nelle stanze, incluse le celebri teste di moro nella suite di Tanya (Jennifer Coolidge), arrivano dalle botteghe artigiane di Caltagirone. Altre riprese si sono svolte a Villa Tasca, a Palermo (usata per rappresentare il Palazzo Ducezio di Noto), e al Castello degli Schiavi, già location del “Padrino”.
Quanto vale per la Sicilia l’attenzione di Hollywood: turismo, cinema, matrimoni
Il cosiddetto “White Lotus Effect”, citato anche dalla stampa statunitense, ha reso Taormina e altri scorci siciliani riconoscibili a un pubblico internazionale che prima guardava altrove. Non riguarda solo il turismo: secondo Sicindustria, l’export siciliano verso gli Stati Uniti vale oggi circa 1,2 miliardi di euro l’anno, con incrementi significativi in alcune province, tra cui Caltanissetta.
Nel 2026 la lista si allunga: oltre a Nolan, la Sicilia ha ospitato anche scelte più private, come i matrimoni di Dua Lipa e Aurora Ramazzotti. Difficile dire quanto di questa attenzione resterà stabile e quanto sia legato al ciclo delle uscite cinematografiche del momento. Quel che è certo è che, per la prima volta da tempo, l’isola non arriva sugli schermi americani solo come cartolina: ci arriva insieme alla sua cultura, alla sua arte, al suo modo di vivere.

