Il Servizio Antiveleni dell’ASP di Agrigento torna a confermare il proprio ruolo strategico nella rete regionale delle emergenze tossicologiche. La struttura agrigentina ha infatti ricevuto una richiesta urgente dall’ASP di Ragusa per assistere un paziente che aveva assunto una massiccia dose di farmaci, tra cui acido valproico e trazodone.
L’istanza è stata immediatamente presa in carico dal Servizio Antiveleni, consentendo di reperire e inviare in tempi rapidissimi il trattamento necessario. La gestione dell’emergenza è stata assicurata dalla dottoressa Luisa Lombardo, dirigente farmacista in servizio di reperibilità, che ha attivato senza ritardo le procedure previste per garantire la disponibilità del farmaco richiesto.
L’intervento rappresenta un’ulteriore conferma dell’efficienza di una struttura che, negli ultimi mesi, ha consolidato il proprio ruolo all’interno della rete regionale e nazionale dei Centri Antiveleni. Il Servizio è incardinato presso l’Unità Operativa Complessa di Farmacia dell’ospedale “San Giovanni di Dio” di Agrigento, diretta dal dottor Giuseppe Bellavia, direttore del Dipartimento del Farmaco, con il coordinamento operativo della dottoressa Valeria Pizzimenti.
Il nuovo episodio arriva a breve distanza dall’intervento effettuato nel mese di luglio, quando il Servizio Antiveleni dell’ASP di Agrigento aveva risposto a una richiesta dell’ospedale “Sant’Antonio Abate” di Trapani, provvedendo all’invio urgente del fomepizolo necessario per il trattamento di un giovane paziente vittima di un’intossicazione accidentale. Anche in quella circostanza, la rapidità della risposta aveva consentito di rendere immediatamente disponibile un antidoto di difficile reperibilità.
Il Servizio Antiveleni dell’ASP di Agrigento rappresenta oggi un punto di riferimento per la gestione delle emergenze tossicologiche e un presidio essenziale a supporto delle strutture sanitarie siciliane. La disponibilità di antidoti spesso difficilmente reperibili, unita a una rete organizzativa attiva 24 ore su 24, consente di assicurare risposte rapide nei casi in cui il fattore tempo può risultare determinante per l’efficacia del trattamento e per la salvaguardia della vita del paziente.

