ROMA (ITALPRESS) – “A Messina si è aperta una falla e dobbiamo spiegarla. Abbiamo disposto l’ispezione, collaboriamo con gli investigatori e non proteggeremo chi avesse sbagliato”. Lo ha detto il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, in un’intervista al Corriere della Sera.
Sui quattro custodi presenti al MuMe nel momento del furto delle opere di Antonello da Messina, Schifani spiega che “Non spetta alla politica indicare colpevoli prima delle prove”, ma garantisce che non ci sarà “nessuna copertura di apparato. Verificheremo turni, postazioni, segnali e tempi di reazione. Da oggi i quattro custodi sono in ferie d’ufficio e vi resteranno finchè i fatti non saranno chiariti. Non è una condanna anticipata, ma una misura organizzativa”.
Il punto, dice Schifani, è che “Le prime verifiche indicano che allarme e telecamere hanno funzionato: il segnale è scattato e le immagini ci sono. La criticità sembra quindi umana: segnali non letti o non gestiti”. Si tratta di “Un fatto grave su cui accerteremo senza indugio le responsabilità. Un custode non può essere solo un nome scritto sul turno”.
“Se la sala di controllo doveva essere presidiata ed era vuota, sarebbe molto grave. Non accetterò il gioco nel quale, alla fine, nessuno era competente e nessuno è responsabile”, aggiunge il governatore. “Ho scoperto oggi che, fin dall’apertura del nuovo museo – parziale nel 2016 e completa nel 2017 – non è mai stato previsto alcun collegamento diretto con le forze di polizia. Una scelta grave e incomprensibile”, conclude Schifani.
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