Salute

Morti sul lavoro in Italia da gennaio a maggio 2026: 370 vittime, -4,1% rispetto al 2025. Over 65 e stranieri i lavoratori più a rischio.

Redazione

Morti sul lavoro in Italia da gennaio a maggio 2026: 370 vittime, -4,1% rispetto al 2025. Over 65 e stranieri i lavoratori più a rischio.

Mar, 07/07/2026 - 17:57

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“Nei primi cinque mesi del 2026 il numero delle morti sul lavoro è ancora inferiore rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, ma la riduzione si assottiglia ulteriormente rispetto ai dati rilevati nei mesi precedenti. Le 370 vittime registrate a fine maggio, insieme alle 6 regioni in zona rossa e all’aumento delle denunce di infortunio, confermano la necessità di mantenere alta l’attenzione su formazione e controlli. Particolarmente critico resta il quadro degli over 65 e dei lavoratori stranieri, che continuano a registrare indici di mortalità molto più elevati rispetto alla media nazionale”.

Questa l’analisi e le priorità indicate dall’Ing. Mauro Rossato, Presidente dell’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro e Ambiente Vega, per ridurre gli infortuni che avvengono quotidianamente sul lavoro.

IL RISCHIO DI MORTE REGIONE PER REGIONE, DA NORD A SUD

A finire in zona rossa a maggio 2026, con un’incidenza superiore a +25% rispetto alla media nazionale (Im=Indice incidenza medio, pari a 11,2 morti sul lavoro ogni milione di lavoratori) sono: Puglia, Sicilia, Liguria, Calabria, Trentino-Alto Adige e Veneto. In zona arancione: Campania, Umbria, Toscana e Sardegna. In zona gialla: Piemonte, Emilia-Romagna, Molise e Lombardia. In zona bianca: Marche, Lazio, Abruzzo, Friuli-Venezia Giulia, Basilicata e Valle d’Aosta.

(Sul sito www.vegaengineering.com/osservatorio sono disponibili dati e grafici in merito all’argomento).

MORTI E INFORTUNI IN ITALIA A MAGGIO 2026

A maggio 2026 sono 370 le vittime sul lavoro in Italia, delle quali 269 in occasione di lavoro (8 in meno rispetto a maggio 2025) e 101 in itinere (8 in meno rispetto allo scorso anno). La maglia nera per il maggior numero di vittime in occasione di lavorova ancora alla Lombardia (40). Seguono: Veneto (31), Sicilia (26), Campania (24), Puglia (23), Toscana ed Emilia-Romagna (20), Piemonte (19), Lazio (15) Liguria (11), Calabria (9), Trentino-Alto Adige (8), Sardegna (7), Marche e Umbria (5), Abruzzo (3), Friuli-Venezia Giulia (2) e Molise (1).

(Nel report il numero delle morti in occasione di lavoro provincia per provincia).

IL FENOMENO INFORTUNISTICO PER ETÀ: GLI OVER 65 SONO I PIÙ COLPITI

L’Osservatorio mestrino elabora anche l’identikit dei lavoratori più a rischio per fascia d’età e lo fa sempre attraverso le incidenze di mortalità (numero di decessi per milione di occupati).

Nei primi cinque mesi del 2026, considerando le vittime in occasione di lavoro, l’incidenza più elevata si registra ancora nella fascia d’età degli ultrasessantacinquenni (35,8). Seguonoi lavoratori tra i 55 e i 64 anni (18,4) e quelli tra i 15 e i 24 anni (10,5).

In termini assoluti, invece, la fascia più colpita dagli infortuni mortali in occasione di lavoro è quella tra i 55 e i 64 anni (103 vittime su un totale di 269).

DONNE E INFORTUNI MORTALI

In totale sono 39 le donne decedute nel 2026 (2 in più del 2025).Di queste, 25 hanno perso la vita in occasione di lavoro (7 in più del 2025) e 14 in itinere (5 in meno del 2025), cioè nel percorso casa-lavoro.

LAVORATORI STRANIERI: RISCHIO MORTALE ANCORA PIÙ CHE TRIPLO

Sono 106 gli stranieri vittime di infortuni sul lavoro, su un totale di 370, di cui 73 deceduti in occasione di lavoro e 33 in itinere. Il rischio di morte sul lavoro è oltre tre volte superiore rispetto a quello per i lavoratori italiani: 28,2 morti ogni milione di occupati, contro un indice di 9,1 degli italiani.

I SETTORI PIÙ COLPITI A MAGGIO 2026

Alla fine di maggio 2026 i settori più colpiti sono Costruzioni, Trasporti e Magazzinaggio e Attività Manifatturiere.

I GIORNI PIÙ PERICOLOSI A MAGGIO 2026

Il giovedì risulta essere il giorno più luttuoso della settimana, ovvero quello in cui si sono verificati più infortuni mortali a fine maggio 2026 (22,7%). Seguito dal lunedì e dal venerdì (19,3%).

DENUNCE DI INFORTUNIO A FINE MAGGIO 2026: +5,5%

Le denunce di infortunio totali, registrate a fine maggio 2026, sono 261.389, in aumento del 5,5% rispetto a maggio 2025.

Il numero più elevato di denunce totali siregistra nelle Attività Manifatturiere (27.560). Seguono: Sanità (15.127), Costruzioni (14.631), Trasporto e Magazzinaggio (13.196) e Commercio (13.165).

A maggio 2026, le denunce di infortunio presentate dalle lavoratrici sono 97.710 (77.353 in occasione di lavoro), mentre quelle degli uomini ammontano a 163.679 (143.042 in occasione di lavoro).

Infine, le denunce totali dei lavoratori stranieri sono 53.237 su 261.389(circa 1 su 5), 44.737 in occasione di lavoro su un totale di 220.395 (ancora circa 1 su 5).

COS’È L’INCIDENZA DEGLI INFORTUNI

L’incidenza degli infortuni mortali indica il numero di lavoratori deceduti durante l’attività lavorativa in una data area (regione o provincia) ogni milione di occupati presenti nella stessa. Questo indice consente di confrontare il fenomeno infortunistico tra le diverse regioni, pur caratterizzate da una popolazione lavorativa differente.

LA ZONIZZAZIONE DELL’OSSERVATORIO SICUREZZA E AMBIENTE VEGA

La zonizzazione utilizzata dall’Osservatorio Sicurezza e Ambiente Vega Engineering dipinge il rischio infortunistico nelle regioni italiane secondo la seguente scala di colori:

  • Bianco: regioni con un’incidenza infortunistica inferiore al 75% dell’incidenza media nazionale
  • Giallo: regioni con un’incidenza infortunistica compresa tra il 75% dell’incidenza media nazionale e il valore medio nazionale
  • Arancione: regioni con un’incidenza infortunistica compresa tra il valore medio nazionale e il 125% dell’incidenza media nazionale
  • Rosso: regioni con un’incidenza infortunistica superiore al 125% dell’incidenza media nazionale
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