(Adnkronos) – Una relazione annuale all’insegna della continuità istituzionale, ma con due prime volte nella storia della Consob. All’incontro annuale dell’Autorità di vigilanza dei mercati di lunedì 13 luglio a Piazza Affari, non ci sarà un presidente in carica, dopo la scadenza del mandato di Paolo Savona. Ci sarà Chiara Mosca, presidente vicario e soprattutto prima donna a guidare l’Autorità, seppure in fase transitoria. La Consob rimasta per mesi senza il presidente designato dopo la scadenza del mandato di Paolo Savona è andata avanti. La notizia, però, non si limita alla presenza di un commissario ad interim, già accaduto tra un mandato e un altro di diversi presidenti – come Vittorio Conti tra l’uscita di Lamberto Cardia e la nomina di Giuseppe Vegas o Anna Genovese a cavallo tra l’uscita di Giuseppe Vegas e l’arrivo di Mario Nava e successivamente tra Nava e l’arrivo di Savona – ma la coincidenza della relazione annuale presentata da un presidente vicario. Per di più donna. Un doppio inedito che si concretizza nella rottura del soffitto in cristallo di una delle istituzioni più delicate. Un precedente che vale più di mille convegni sulla parità di genere. Commissario Consob dal 7 settembre 2021, nominata su designazione del governo Draghi, da poco più di 4 mesi Mosca svolge le funzioni di presidente fino all’insediamento del nuovo. Il suo profilo è quello di una giurista bocconiana, esperta di diritto dei mercati finanziari e corporate governance. La politica, come spesso accade quando si tratta di nomine, ha trovato il modo di complicare quello che avrebbe potuto essere lineare. Ma le autorità di vigilanza non possono permettersi il lusso dell’attesa. Soprattutto nelle fasi più delicate, come quella attuale, del mercato. Proprio per questo in alcuni ambienti finanziari ci si chiesti perché non possa essere Mosca, dopo la prova data in questi mesi, il nuovo presidente della Consob. Il punto è che esiste una norma che vieta un nuovo incarico al vertice delle Authority se prima non sono trascorsi almeno 5 anni dalla cessazione dello stesso. Si tratta del cosiddetto divieto di “porte girevoli”: dopo la cessazione da un incarico, non si può essere nominati in un’altra Authority per cinque anni. In breve, Mosca per diventare presidente effettivo dovrebbe dare le dimissioni da commissario Consob, cosa che le impedirebbe la possibilità di candidarsi nuovamente. Indipendentemente da ciò, c’è una lezione in questa vicenda. Le donne non arrivano ai vertici delle istituzioni perché qualcuno concede loro un’occasione. Ci arrivano quando le competenze vengono messe alla prova. E una volta lì, dimostrano che la questione di genere diventa immediatamente irrilevante rispetto alla qualità del lavoro svolto. Prima o poi arriverà il nuovo presidente. Ma il precedente resterà. Perché nessuno da oggi potrà affermare che una donna alla guida della Consob sia una scelta da verificare.
—economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Consob, prima volta al femminile: Chiara Mosca all’incontro annuale con la comunità finanziaria
Dom, 12/07/2026 - 10:30
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