Ancora una volta, la cronaca ci restituisce l’immagine di un inferno mascherato da luogo di cura. Le notizie che arrivano dalle indagini sulle tre strutture per anziani nel nostro territorio, dove si configurano reati di sevizie e maltrattamenti, non sono solo una sconfitta per chi gestisce quelle attività; sono uno schiaffo in pieno volto alla dignità umana e una ferita profonda per tutta la comunità nissena. Come SPI CGIL di Caltanissetta, la nostra posizione è netta: e’ inconcepibile che, non si riesca a garantire la sicurezza e la serenità di chi ha costruito il nostro presente e che, per fragilità o età, è diventato l’anello debole della catena.La responsabilità non è solo di chi ha materialmente esercitato queste violenze. È di un sistema di vigilanza che appare tragicamente insufficiente, incapace di prevenire anziché limitarsi a contare i danni dopo che il reato è stato consumato. Non possiamo più accettare che le ispezioni siano eventi sporadici. Chiediamo con forza alla Prefettura, alla Procura e all’ASP di Caltanissetta un tavolo di confronto urgente per definire protocolli di monitoraggio serrati, costanti e, soprattutto, improntati alla trasparenza totale.Dobbiamo pensare alle famiglie. Dietro ogni anziano maltrattato c’è una famiglia che vive il dramma lacerante della scelta. Molti di questi nuclei familiari, costretti dai ritmi di una società che non permette più l’assistenza domiciliare totale, affidano i propri cari alle strutture sperando di donare loro dignità e protezione. Scoprire che, invece, li hanno consegnati alla ferocia, è un dolore che spezza il cuore. Le famiglie pagano, spesso profumatamente, non solo un servizio, ma la tranquillità di sapere i propri cari al sicuro. Lo SPI CGIL non abbasserà la guardia. Non ci accontentiamo delle condanne postume; vogliamo risposte sulle misure che verranno adottate per evitare che un simile scenario si ripeta per la quarta, la quinta, la decima volta. Vogliamo che ogni struttura sia una casa di vetro, costantemente monitorata. Chiunque lucri sulla pelle dei nostri anziani deve sapere che perseguiremo ogni singola violazione con ogni mezzo legale e sindacale a nostra disposizione. La cura degli anziani non è un business, è un dovere civile e i servizi sociali, l’assistenza domiciliare e il welfare per la non-autosufficienza non devono essere considerati costi da tagliare o delegare, ma investimenti prioritari sulla dignità umana. Chi non è in grado di prendersi cura dei nostri anziani con umanità e rispetto, deve chiudere. Subito.” Così in una nota il Segretario Generale SPI CGIL Caltanissetta Paolo Anzaldi
Caltanissetta. Case di riposo lager, SPI CGIL: “La cura degli anziani non è un business, è un dovere civile”
Dom, 12/07/2026 - 12:30
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