La Sicilia si conferma una delle principali aree di nidificazione della tartaruga marina Caretta caretta nel Mediterraneo. Dall’inizio della stagione riproduttiva sono gia’ oltre 80 i nidi individuati, messi in sicurezza e monitorati lungo le coste dell’isola dalla rete di volontari del Wwf Italia, mentre prosegue il controllo quotidiano delle spiagge alla ricerca di nuove deposizioni.
Nei giorni scorsi, due femmine che avevano raggiunto le spiagge del Siracusano per deporre le uova sono state dotate di trasmettitori satellitari Gps nell’ambito del progetto europeo ‘Life Adapt’, che consentiranno ai ricercatori di seguire gli spostamenti in mare e acquisire nuove informazioni sul comportamento della specie. Con questi due nuovi esemplari salgono a tre le tartarughe monitorate dal Wwf attraverso la telemetria satellitare, dopo il primo individuo marcato lo scorso anno nel Ragusano. Uno degli animali monitorati presentava l’assenza della pinna posteriore sinistra, probabilmente a causa dell’interazione con attrezzi da pesca. Nonostante la grave menomazione, la tartaruga e’ riuscita comunque a raggiungere la spiaggia ea completare con successo la deposizione delle uova, confermando la notevole capacita’ di adattamento della specie.
Sempre nel Siracusano, a Marzamemi, un’altra tartaruga marina e’ invece rimasta disorientata dopo essere emersa su una spiaggia occupata da sdraio e ombrelloni. Grazie all’intervento del personale dello stabilimento balneare e dei volontari del Wwf, l’animale e’ stato accompagnato nuovamente verso il mare senza aver effettuato la nidificazione. La stagione riproduttiva delle tartarughe marine prosegue intanto lungo gran parte delle coste italiane, ma ancora una volta e’ la Sicilia a registrare il maggior numero di deposizioni.
Il monitoraggio costante delle spiagge consente di individuare rapidamente le tracce lasciate dalle femmine e di proteggere i nidi da possibili disturbi naturali o cause dalle attivita’ umane fino alla schiusa delle uova. L’attivita’ rientra nel progetto europeo ‘Life Adapt’, programma quinquennale coordinato dal Dipartimento di Biologia dell’Universita’ di Pisa e realizzato in Italia, Grecia e Cipro con il coinvolgimento di otto partner, tra cui il Wwf Italia. Il progetto punta a valutare la resilienza ai cambiamenti climatici di tre specie simbolo del Mediterraneo – Caretta caretta, tartaruga verde e foca monaca – sviluppando strategie di conservazione degli habitat piu’ importanti sia in mare sia lungo le coste. Le informazioni raccolte attraverso i trasmettitori satellitari permetteranno di comprendere meglio gli spostamenti delle femmine dopo la nidificazione, individuare le principali aree di alimentazione e valutare l’influenza dei cambiamenti climatici sulla distribuzione della specie, contribuendo a definire future misure di tutela per una delle piu’ importanti popolazioni di tartarughe marine del Mediterraneo.

