“Si è capito che la sensibilità ambientale, per esempio ambientalista, è cambiata. Muovere la merce sul mare è molto più economico è molto meno inquinante che muoverla sui binari o sulle strade, sull’asfalto, sul gommato”.
Lo ha detto il ministro per il Mare Nello Musumeci all’iniziativa ‘Parliamo di mare’ a Cefalù, nel Palermitano. “L’80% della merce nel mondo si muove sul mare – ha aggiunto – all’armatore o alle compagnie o alla Federazione dei camionisti o all’azienda ferrovie non interessa l’aumento, perché tanto il carico finale lo paga il consumatore. Il 95% di quello che passa dentro i telefoni cellulari si muove attraverso il mare, sono cavissimi depositati, adagiati sui fondali del mare. Sono infrastrutture di comunicazione. Il gas che collega tutta l’area mediterranea, in gran parte del Mediterraneo passa attraverso il mare. Noi non dobbiamo per seguire i miracoli, soprattutto in Sicilia o più generalmente in Italia, non dobbiamo cercare la materia prima perché c’è già.
“L’Italia conta nel mondo – ha sottolineato il ministro – se sa darsi un ruolo di protagonista nel Mediterraneo. Ed è un ruolo che ha perso perché non lo ha voluto l’Italia, perché non lo ha voluto l’Europa che si è preoccupata negli ultimi quarant’anni di guardare al Nord, dove ci sono i ghiacciai, nel Baltico e ad Est e nel frattempo chi si muoveva dalle nostre parti, la Russia e la Cina che hanno conquistato buona parte dell’Africa. Ecco perché il piano Mattei non è soltanto un titolo, ma è il tentativo di ricostruire questo ideale ponte fra l’Italia e l’Africa, perché gli africani guardano essenzialmente all’Europa”.

