Nella Giornata mondiale senza tabacco, il Codacons apre uno sportello dedicato alle segnalazioni dei cittadini su fumo passivo, mancato rispetto dei divieti, uso improprio di sigarette elettroniche nei luoghi frequentati dai minori e forme di promozione della nicotina rivolte ai giovani.
Secondo il Codacons, la battaglia contro il fumo non è finita, ma ha cambiato volto. Alla sigaretta tradizionale si sono affiancati dispositivi elettronici, aromi, prodotti colorati e messaggi promozionali che rischiano di rendere la nicotina più attraente e socialmente accettabile tra adolescenti e giovanissimi.
I dati internazionali confermano la gravità del fenomeno. L’Organizzazione mondiale della sanità segnala, in occasione della Giornata mondiale senza tabacco 2026, che nel mondo almeno 40 milioni di adolescenti tra 13 e 15 anni usano prodotti del tabacco e almeno 15 milioni utilizzano sigarette elettroniche. Per il Codacons, questi numeri dimostrano che la dipendenza da nicotina resta una minaccia attuale e concreta per le nuove generazioni.
Il Codacons richiama anche i dati più recenti dell’Istituto superiore di sanità. L’indagine 2025, pubblicata il 20 maggio 2026, indica che il 34,4% dei bambini e delle bambine tra 0 e 2 anni convive con almeno una persona che fuma. Per l’associazione, il dato dimostra che il fumo passivo resta un problema quotidiano, domestico e sociale, che coinvolge anche i soggetti più fragili.
Questa battaglia appartiene alla storia del Codacons e alla storia civile della Sicilia. All’inizio degli anni Novanta Francesco Tanasi, che aveva già fondato il Codacons, lanciò una delle prime grandi campagne in Italia contro il fumo passivo, portando al centro del dibattito pubblico il diritto dei cittadini a respirare aria pulita nei locali pubblici e nei locali privati aperti al pubblico.
Da quella mobilitazione – spiega Codacons – nacque una svolta concreta. Motta Sant’Anastasia e Paternò, in provincia di Catania, furono i primi Comuni in Italia a vietare il fumo passivo nei locali pubblici e privati aperti al pubblico, anticipando una sensibilità che negli anni successivi avrebbe contribuito al divieto nazionale di fumo.
Lo sportello Codacons raccoglierà segnalazioni su locali pubblici o privati aperti al pubblico in cui non vengono rispettati i divieti, spazi frequentati da minori dove si fuma o si svapa in modo improprio, ambienti di lavoro nei quali i cittadini denunciano esposizione al fumo passivo e contesti commerciali in cui prodotti alla nicotina vengono presentati in modo particolarmente attrattivo per i giovani.
I cittadini potranno inviare segnalazioni, documentazione e richieste di intervento al Codacons tramite email all’indirizzo sportellocodacons@gmail.com o via WhatsApp al numero 3715201706, affinché l’associazione possa valutare i casi e promuovere le iniziative più opportune a tutela della salute pubblica.
“Negli anni Novanta abbiamo combattuto una battaglia che allora sembrava difficile, quasi impossibile, ma che oggi tutti riconoscono come una conquista di civiltà e di salute pubblica. Da quella esperienza, partita dalla provincia di Catania con Motta Sant’Anastasia e Paternò – afferma Francesco Tanasi, Segretario Nazionale Codacons – dobbiamo trarre una lezione attuale: non bisogna aspettare che il danno diventi emergenza per intervenire. Oggi la nuova frontiera è proteggere i giovani dalla dipendenza da nicotina, dalle sigarette elettroniche usate con leggerezza e da ogni forma di comunicazione che rende attrattivo ciò che può creare assuefazione. Il diritto a respirare aria pulita resta un diritto fondamentale: ieri lo abbiamo difeso contro il fumo passivo nei locali pubblici, oggi dobbiamo difenderlo dalla normalizzazione della nicotina tra i più giovani. Il Codacons continuerà a stare dalla parte dei cittadini, dei consumatori, dei lavoratori e delle famiglie, perché la salute non può essere piegata agli interessi commerciali di chi trasforma la dipendenza in mercato”. – conclude Tanasi.

