Salute

Dal mare allo spazio, la risposta dell’organismo umano è simile. Progetto Ice-Blue apre a strategie di prevenzione per la salute di astronauti e marinai

Redazione

Dal mare allo spazio, la risposta dell’organismo umano è simile. Progetto Ice-Blue apre a strategie di prevenzione per la salute di astronauti e marinai

Ven, 29/05/2026 - 14:26

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Dalle navi che restano per molti mesi in mare aperto alle navette spaziali destinate a missioni di lunga durata, il passo è più breve di quanto si potrebbe pensare: le risposte dell’organismo umano ai ritmi operativi intensi e alla lontananza prolungata, così come alla convivenza forzata in spazi ristretti, sono infatti per molti versi simili. Da qui parte il progetto Ice-Blue coordinato dall’Agenzia Spaziale Italiana e dall’Istituto Italiano di Tecnologia di Genova, che potrebbe portare a nuove strategie di prevenzione per la salute degli astronauti, ma non solo.

Lo studio vede la collaborazione anche dell’Università Sapienza di Roma, e delle Università di Firenze e di Milano. Il progetto coinvolge l’equipaggio attualmente imbarcato sulla Nave Amerigo Vespucci, partita il 9 maggio scorso verso il Nord America per un tour di 156 giorni. Prima della partenza, il 27 aprile, sono stati raccolti dati e campioni dagli allievi partecipanti, in modo da avere un punto di riferimento iniziale per monitorare eventuali cambiamenti.

Nel corso della campagna di addestramento estivo che si svolgerà a bordo della nave, gli allievi verranno poi monitorati attraverso la raccolta di campioni biologici, parametri fisiologici e dati comportamentali che, al loro rientro, verranno poi analizzati dai ricercatori guidati da Davide De Pietri Tonelli dell’Iit. “Lo studio consentirà una migliore comprensione delle risposte dell’organismo a condizioni operative prolungate – afferma Barbara Negri, responsabile dell’Ufficio Volo Umano e Sperimentazione dell’Asi – alle alterazioni dei ritmi circadiani e ai contesti di missione complessi, fattori che la Nasa ha identificato tra i principali elementi da monitorare per la salute e l’efficienza degli astronauti impegnati nelle future esplorazioni spaziali, permettendo di individuare possibili contromisure”

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