Un insegnante quarantenne del liceo scientifico “G.B. Grassi” di Latina e’ accusato di abuso dei mezzi di correzione e lesioni aggravate ai danni di uno studente minorenne. L’episodio sarebbe avvenuto nell’ottobre 2025: la madre del ragazzo, all’epoca dei fatti diciassettenne, ha presentato denuncia. La Procura di Latina, che coordina le indagini della Polizia di Stato, ipotizza che il gesto sia stato compiuto con una tecnica di judo. La Garante dell’infanzia e dell’adolescenza della Regione Lazio, Monica Sansoni, esprime “profonda preoccupazione per la grave vicenda avvenuta presso il Liceo Scientifico Liceo Scientifico G.B. Grassi di Latina, che vede coinvolto uno studente minorenne e un docente dell’istituto.
Dove lo studente sarebbe stato steso con una mossa di judo dal professore”. “Si tratta di un episodio estremamente grave – dichiara Monica Sansoni – che, qualora confermato nelle sue dinamiche, rappresenterebbe una ferita profonda ai principi educativi, al rispetto della persona e alla tutela dei diritti dei minori all’interno degli ambienti scolastici, luoghi che devono essere sempre sinonimo di crescita, sicurezza e protezione”.
La Garante sottolinea come ogni forma di violenza, fisica o psicologica, nei confronti di un adolescente sia inaccettabile, soprattutto se proveniente da figure adulte con responsabilita’ educative. “La scuola deve essere presidio di legalita’, dialogo e formazione. E’ impensabile che possano verificarsi comportamenti lesivi della dignita’ e dell’incolumita’ di uno studente”. L’Autorita’ garante rende noto di essersi immediatamente attivata per seguire con attenzione l’evolversi della situazione, con l’obiettivo prioritario di garantire ogni forma di tutela al minore coinvolto e di vigilare affinche’ siano rispettati pienamente i suoi diritti.
“Stiamo monitorando la vicenda con la massima attenzione – prosegue Sansoni – e siamo pronti a introdurre ogni azione necessaria nell’interesse del ragazzo e della sua serenita’ psicofisica. E’ fondamentale che venga fatta piena luce sull’accaduto e che eventuali responsabilita’ siano accertate nelle sedi competenti”. La Garante rinnova infine il proprio impegno nel promuovere una cultura del rispetto e della protezione dell’infanzia e dell’adolescenza, ribadendo che nessun episodio di presunta sopraffazione o abuso puo’ essere sottovalutato, specie quando coinvolge giovani in eta’ scolare.

